DISCIPLINARE DI INCARICO PROFESSIONALE

DISCIPLINARE DI INCARICO PROFESSIONALE raccomandiamo i colleghi di sottoscrivere sempre il disciplinare di incarico professionale!

A differenza di altre categorie, per esempio gli avvocati, ove qualora non lo si faccia, il DECRETO 10 marzo 2014, n. 55,art.1, in automatico fa valere le tariffe professionali,

per noi per e solo per noi non è così, ciò verrebbe valutato dal giudice come elemento negativo per tagliare ulteriormente i nostri compensi.

ABBIAMO PREDISPOSTO UN MODELLO TIPO E LO METTIAMO A DISPOSIZIONE DEI COLLEGHI!

[media.wix.com](http://media.wix.com/ugd/045205_60ccb86752934eb6bc7f9a3b18384003.docxdn=DISCIPLINARE DI INCARICO PROFESSIONALE BREVE FNAILP.docx&fbclid=IwAR2n_TcNeG2KJv6aUPn7jB4Bgyq4KwcLu5ookDj-RrBe70BpQyAlx6mlmfw)

OTTIMO!

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c'è un documento dell'ALA Assoarchitetti che ha lo scopo di informare il cliente su alcuni aspetti tecnici che spesso non sono chiari. Lo integrerei a questo disciplinare come "Informativa per il Cliente". pasquale7909 dai un'occhiata a questo link http://www.assoarchitetti.it/committente.phpfbclid=IwAR2pelkJhw_Llv0MXDF-HWGC7HbLglUjFQ5LZniEahlaUy2kOM94C8UUGEI

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ciò che ritengo importante è l'art. 5 Il ruolo del Direttore dei Lavori e del Progettista accettato tra le parti Il professionista intellettuale, direttore dei lavori, progettista e coordinatore della sicurezza, svolge le sue prestazioni nel novero delle attività intellettuali ed è dunque responsabile di mezzi non di risultati, particolarmente ove si tratti di risultati ottenibili dalla manovalanza. I mezzi del professionista sono: il possesso di competenze legali, di corsi di specializzazione, aggiornamento, iscrizione all’albo, possesso di software idonei, di strumentazione appropriata all’incarico. Con esclusione di una “grave negligenza”, o “colpa grave” nessuna responsabilità può essere contestata o messa a carico del professionista, sia in qualità di direttore dei lavori che di progettista, qualora, nonostante la messa in campo di mezzi, ovvero di formazione e conoscenza, delle attrezzature professionali, della idonea presenza in cantiere in considerazione della tipologia delle lavorazioni e delle idonee eventuali specializzazioni/corsi di aggiornamento necessari a conseguire determinate tipologie prestazionali, nonché della normale perizia e diligenza, il risultato della prestazione non sia conforme, in tutto o in parte alle aspettative del committente. Il Direttore dei Lavori non esegue personalmente le opere, né è tenuto a restare in cantiere per tutto il tempo necessario allo svolgersi di tutte le singole lavorazioni, ma esegue visite periodiche personalmente o inviando un suo fiduciario. Il Direttore dei Lavori è un professionista scelto in modo da garantire che non vi sia conflitto d’interessi con le imprese di costruzioni e/o con le ditte fornitrici di materiali edili; è organo terzo, estraneo ed esterno rispetto all’organico dell’impresa, così da assicurare la terzietà e l’imparzialità di giudizio tra committente ed esecutore dei lavori. La direzione dei lavori s’intende accettata e di gradimento della committenza qualora, terminati i singoli stati di avanzamento/pagamento, questa non avesse opposto, in riferimento agli stessi, per iscritto, valide motivazioni di dissenso entro 10 giorni dalle varie ultimazioni.

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E' fondamentale l'accento posto sull'aspetto della prestazione di mezzi e non di risultato. Un altro passaggio importante che ho trovato, invece, nel documento della ALA Assoarchitetti è quello in cui il cliente dichiara di rivolgersi al professionista perchè ne riconosce la preparazione e l'esperienza e ritiene che sia adeguato a svolgere l'incarico conferito. Purtroppo quando bisogna fare valere il contratto i un tribunale questi non sono concetti molto chiari ai giudici

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si deve fare attenzione alle cause temerarie intentate e nei confronti dei professionisti al solo scopo dilatorio o per evitare di pagare a prestazione. Il più delle volte si configurano veri e propri ricatti. Il legale( mercenario) del committente spulcia la documentazione prodotta e nonostante il risultato della stessa abbia comunque prodotto il fine ricercato, il professionista può essere condannato per falso in atto pubblico per via della miriade d attestazioni che produciamo!

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pasquale7909 se sei d'accordo potremmo integrare parte del documento dell'ALA Assoarchitetti (dopo avere chiesto le autorizzazioni) e diffondiamo il documento attraverso i siti delle associazioni

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ci si deve battere anche perché si firmino documenti ed attestazioni congrue con il tipo di incarico. Tutte quelle asseverazioni inopportunamente richieste dagli Enti ma non dalla normativa nazionale, ci rendono deboli ed esposti a qualunque azione

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per me va bene il file è docx, aperto

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Ottimo documento! Complimenti pasquale7909.

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La mancanza di un contratto standard a livello nazionale ci rende deboli. D'altro canto l'abolizione delle tariffe ha disorientato tutti a tal punto che in questi anni nessuno è stato capace di redigere un documento standard del genere. Poi ognuno lo può adattare alle proprie esigenze, ma una base comune è necessaria. All'estero esistono documenti di studio di questo genere emessi da un organismo composto da ingegneri e architetti che si chiama FIDIC

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