Distribuzione del fondo Berlinguer, testo di Sarpi

Vi racconto che cosa succedeva nella scuola quando, sul finire del secolo scorso, il Ministro dellaPubblica Istruzione, tunc et nun On.Luigi Berlinguer, emanava la circolare sulla distribuzione del fondo

Fondo incentivante

Nella sua ultima mi ha scritto che il mio compito di insegnante di storia consiste nel trasmettere: "la capacità di vedere le cose secondo una razionalità comunicabile e comprensibile, perché fondata su strutture cognitive e schemi condivisi".La S.V. vorrebbe che io sviluppassi questi concetti.Le faccio presente che le belle parole piacciono anche a me, ma poiché sono stanco preferisco parlarle della sua circolare sulla distribuzione del fondo incentivante di quest'anno scolastico 1997-98.Si tratta d'un argomento circoscritto, limitato, alla mia portata e che in fondo in fondo può essere anche utile per "la capacità"....Penso, con qualche ragionevole fondamento, che la vita d'un individuo, d'una società, dalla più piccola alla più grande, dalla famiglia alla nazione, sia scandita da ritmi.Come da ritmi, del resto, è scandita la vita della natura, che pare dormire d'inverno e svegliarsi in primavera. I ritmi vanno dal lento lentissimo, al forte fortissimo.Pensi ai ritmi d'un adolescente e ai ritmi d'un vecchio e dopo aver pensato si rappresenti il ritmo scatenato d'una scuola quando è in distribuzione il fondo incentivante.La realtà, qualunque realtà, può essere osservata dall'interno e dall'esterno. I due punti di vista non coincidono quasi mai.Si possono scrivere e promulgare tutte le leggi che si vuole sulla trasparenza, ma la realtà non sarà mai trasparente. C'è sempre uno scarto che rende il vissuto inafferrabile all'osservatore, all'estraneo, che quella realtà non ha vissuto.Non è della legge sulla trasparenza che intendo qui trattenerla, ma sulla incentivazione del personale della scuola.Vista dall'esterno, un osservatore, un sociologo, uno psicologo, non so, potrebbe ritenere che uno dei momenti in cui il ritmo si fa più intenso nella vita di una comunità d'insegnanti, sia quello dello scrutinio finale, quando ci si riunisce per decidere chi deve essere promosso e chi deve essere bocciato e chi va dichiarato debitore ed in quale misura. Oppure altri, più scanzonati,potrebbero credere che un momento caldo nella vita della scuola sia costituito dal periodo delle visite d'istruzione o gite scolastiche con tutti gli insegnanti in corsa per le città d'arte d'Italia o le capitali europee e, ultimamente del Nord Africa.Niente di più sbagliato.Altri ancora, i più ingenui, potrebbero immaginare che il ritmo aumenti quando vi sono le elezioni: le elezioni per il vice preside e i collaboratori del preside, le elezioni per il consiglio d'istituto, le elezioni per la giunta, le elezioni per la commissione di valutazione del periodo di prova degli insegnanti, le elezioni per il presidente del consiglio di classe, le elezioni per il coordinatore d'indirizzo.E qui mi fermo per non tediarla oltre e non perché abbia finito di elencare tutte le elezioni che hanno luogo nella scuola.Qualcuno tra i profani è ancora fermo all'elezione divina, che si compie una sola volta per l'eternità. Da una parte gli eletti, dall'altra i reprobi.Qualcun altro, più aggiornato, pensa che le elezioni siano quelle europee, le politiche per l'elezione del parlamento nazionale, regionale, provinciale, o le elezioni comunali, o referendarie, o quelle sindacali.Ma non è al tempo della elezioni che cresce il ritmo nella scuola.Il ritmo è forte fortissimo, irrefrenabile ed incontenibile alla notizia che è arrivata la circolare per la distribuzione del fondo incentivante.Non si tratta, però, del ritmo della musica rock, pop, rap o di altro diavolo di musica d'oggigiorno, che ti fa saltare i timpani.Si tratta del ritmo della musica d'altri tempi, un ritmo sotterraneo, che non assorda, ma frastorna e stranisce all'interno, che si impossessa della tua anima e non ti fa essere più te stesso. O meglio di ciascuno non rimane che la parte peggiore, l'altra parte, quella accettabile è scomparsa.Non si vede più il collega o l'amico, ma il concorrente, l'avversario, il nemico.Ognuno fa un ripasso accuratissimo e molto minuzioso dei corsi d'aggiornamento ai quali si è partecipato, delle collaborazioni con la presidenza. E, soprattutto, si mette in evidenza di quali commissioni si è stati membri e quante ore in quelle commissioni si è stati impegnati, perché con il fondo incentivante si retribuiscono le ore eccedenti quelle d'insegnamento.Radiografie spietate ed impietose passano, se non di mano in mano, di bocca in bocca, ognuno per sé, Dio per tutti.Non c'è terremoto, strage, maremoto, conflagrazione universale che per 15 giorni possa distrarre l'attenzione dei docenti dalla quota d'incentivazione a cui ciascuno ritiene di avere diritto.Se non si è vissuto in una scuola nel periodo dell'assegnazione del premio incentivante, nulla si sa del fato e del destino.Chi non sa cosa sia l'incentivazione può tranquillamente ancora continuare a credere in Dio giusto e misericordioso, ma chi del premio incentivante ha fatto l'esperienza, a meno che i suoi pensieri non vadano e restino fissi alla sorte di Giobbe, ha perduto la sua fede."La capacità di vedere le cose secondo una razionalità comunicabile e comprensibile" e quel che segue nella circolare sull'insegnamento della storia non esiste.Se gli insegnanti riflettessero sul significato della parola premio, quella"capacità" potrebbe essere recuperata.I premi li assegna la Fortuna, dea bendata o cieca. Ma di questo non vogliono convincersi e dunque mormorii, pettegolezzi, sforbiciate, cattiverie, minacce di denunce a tutto spiano, ma con le denunce ci vanno piano.Nell'insegnamento della storia universale, secondo la Revisione apportata dalla S.V. ai programmi di storia, viene trasmessa la "capacità...", nella storia individuale e personale "la razionalità" è di là da venire, non è "al di là della fornitura"' ma è al di qua. O meglio, nel caso dell'incentivazione, non è né al di là, né di qua. La "capacità" e la "razionalità" non ci sono, come non ci stanno, né di qua, né di là, " le strutture cognitive condivise con gli schemi" di cui sempre si parla nella sua storica Revisione dei programmi di storia, che renderà immarcescibile il nome del ministro Luigi Berlinguer, così come lo è, di sicuro, in quelli del Monte dei Paschi di Siena.Se la S.V. nella sua Revisione, invece di mettere l'accento sulla razionalità della storia avesse insistito sul ruolo della fortuna, al momento del l'incentivazione non succederebbe il parapiglia a cui assistiamo oggi.Ed invece, impreparati come sono...Bella idea, quella dell'incentivazione, geniale, non c'è che dire. Ma non sua, non l'ha partorita la S.V. lo so, è di qualche suo predecessore, anche se è nata dalle sue parti, nel gruppo in cui ha fatto la sua carriera, tra quel sindacato che tanto ha contribuito alle presenti condizioni della scuola italiana.Che cosa crea questo fuoco di Sant'Antonio nei giorni in cui è in distribuzione il fondo incentivante?Come lei dovrebbe ricordare ci sono insegnamenti, che comportano, come si dice con locuzione non certo bella, un maggior carico di lavoro per la gran mole di compiti da correggere e per le lezioni da preparare.Questi docenti, nel vedersi incentivare in misura minore degli ITP o dei colleghi che insegnano esercitazioni sportive, che alle attività incentivabili hanno potuto dedicare maggior tempo, si sentono avviliti e scoraggiati.Dicono costoro che se c'è qualcosa da incentivare tra i docenti è il tempo da loro dedicato allo studio e alla meditazione. La cultura, dicono sempre costoro, è rielaborazione di contenuti che per essere trasmessi richiedono una personalizzazione e riappropriazione difficile, lunga, laboriosa.Nel premio incentivante, sempre costoro, vedono la negazione della scuola e dei suoi valori, o di quei valori, quantomeno, che nella scuola dovrebbero trovare la loro sede ed opportunità.Io non so decidermi a chi dar torto o ragione, se alla S.V. che il premio distribuisce o a questi insegnanti che muovono critiche tanto severe ed accorate.Ad ogni buon pro mi preparo ad affrontare nel miglior modo possibile i 15 giorni di vita più intensa che sia dato di vivere nel corso di un anno scolastico, da quando il premio incentivante è stato introdotto.E per prepararsi al meglio, cosa fare?Stabilisco, anzitutto, un elenco di tutte le commissioni che hanno operato nella mia scuola.La commissione orario.È quella che predispone, ad inizio a.s., l'orario delle lezioni di ciascun docente e di conseguenza degli alunni. L'orario deve essere didattico, ma soprattutto comodo per i docenti. Nella sezione C tutti i colleghi hanno gravi esigenze di famiglia il sabato e quindi pretendono il sabato libero. C'è chi deve accompagnare i figli, chi deve accudire i genitori anziani, chi non può lasciare il marito solo. Chi non ha problemi di famiglia, il sabato, accampa ragioni gravi di salute, corredate da una pila di certificati medici.Accantonata la compilazione dell'orario della sezione C, si passa a quella della sezione B.Gli insegnanti della sezione B possono restare a scuola, tutti, fino e non oltre alle ore 11,30. E dalle 11,30 alle 13,30 chi farà lezione nella classi?Sono problemi della commissione orario, che ha diritto al premio incentivante. Tutti fermi e risoluti nella posizione di partenza, non ce n'è neppure uno, di collega, disposto alla minima concessione. Altrettanti certificati medici, sempre più gravi problemi di famiglia.Si spera di avere miglior fortuna con la sezione A, dove si scopre nei desiderata che non c'è collega che possa iniziare le sue lezioni prima delle ore 10. Patologie diverse, problemi di famiglia angosciosi ed angoscianti, tutti i colleghi della sezione A sono disponibili a far notte nella scuola, ma non possono arrivare in istituto prima delle 10. C'è chi soffre di vertigini se mette un piede fuori dal letto prima delle ore 9, chi soffre di insonnia e non si addormenta mai prima delle 5 del mattino. Non sarebbe, quindi, in grado di far lezione prima delle ore 11.Arduo e duro lavorare in commissione orario, chi non ne ha fatto mai parte in vita sua non potrà mai affermare di conoscere i professori.Non è il caso che le descriva, io povero operatore scolastico, l'opera di mediazione, i contatti, i ricatti, le astuzie, i compromessi a cui bisogna fare ricorso per arrivare ad un orario che non dico, accontenti tutti, opera questa del tutto impossibile, ma per fare un orario che scontenti il meno possibile, se non tutti, almeno i più autorevoli e più influenti dei docenti.Vada indietro con la memoria e ripensi al tempo in cui c'erano da formare i governi di pentapartito con tutte le correnti all'interno della Democrazia Cristiana!Se è andata indietro e ha ripensato, si è fatta un'idea della compilazione dell'orario in una scuola romana negli anni '90 del XX secolo.Io ho fatto parte della commissione orario e ho da ben sperare nel premio incentivante.La commissione elettoraleÈ quella che predispone, appronta, prepara le elezioni. Le elezioni degli studenti in seno ai consigli di classe, le elezioni dei genitori in seno al consiglio di classe, al consiglio d'istituto, in seno alla giunta e tutte le altre elezioni alle quali ho già fatto cenno e tutte quelle che ho dimenticato.Per ogni elezione, elenchi elettori, scrutatori, presidenti, seggi, spoglio delle schede, conteggi, verbali, trasmissioni dati a Presidenza, Provveditorato, Ministero.L'ho vista all'opera la commissione elettorale. Se non si ha la mentalità giusta, una mentalità giuridico-matematico-contabile, non si può far parte della commissione elettorale ed io non ne ho fatto parte e perciò non mi aspetto il premio incentivante.La commissione visite culturali e d'istruzione, alias gite, scampagnate, seghe autorizzate.Anche qui c'è un gran da fare, ma è il caso più unico che raro in cui il lavoro non sia congiunto con la fatica. In commissione gite si lavora allo stesso modo in cui lavoravano Adamo ed Eva nel paradiso terrestre prima del peccato originale. Del lavoro avvertivano solo il piacere, quel piacere che si sposa a qualunque opera creativa. Il senso di stanchezza e noia è venuto dopo.In commissione viaggi d'istruzione si viene a contatto con le agenzie di viaggio, si studiano le mete, ci si informa sugli alberghi e sugli spassi dei luoghi di destinazione.A parte i viaggi, è come se si fosse in viaggio tutto l'anno, perché gli studenti cambiano opinione sulla destinazione del loro viaggio, ogni settimana.Tutti d'accordo per Sidney, Tokyo, Hong-Hong, Los Angeles, New York a settembre, tutti a Frascati, Marino, Velletri, Manziana, Bracciano, a seconda dell'ubicazione in Roma della scuola, quando i viaggi vengono realizzati.Ma intanto, fra settembre e maggio si è passati per Calcutta, Mosca, Istanbul, Parigi, Madrid, Londra attraverso i depliant delle agenzie e si sono visti i migliori alberghi del mondo in cartolina.A poter scegliere, io vorrei far parte ogni anno della commissione visite culturali, perché se ne ricava un vero arricchimento culturale.Io non ho fatto parte della commissione gite, ma ai colleghi di questa commissione, se dipendesse da me, di premio incentivante ne darei poco, pochissimo, niente. Si sono premiati da soli.La commissione orientamento.Si divide in orientamento verso gli studi universitari, il mondo del lavoro e orientamento dei ragazzi che, finita la scuola media inferiore, si iscrivono alla scuola media superiore. Tanti tipi di orientamento, ma la commissione ê unica.Non è allegro stare in commissione orientamento, non per la parte che riguarda gli studi universitari e il mondo del lavoro, dove il disorientamento è totale.Ben diverso è il discorso sull'orientamento dei ragazzi che frequentano la terza media.Glielo dico subito, S.M., bisognerebbe riservare, dati i tempi che corrono, gran parte del primo incentivante agli orientatori.Con il calo demografico in continuo calo, con la concorrenza spietata tra le scuole per accaparrarsi gli iscritti, chi riesce nell'orientamento-dirottamento verso la propria scuola è un manager, un imprenditore-impresario di grandi qualità, un condottiero, un patriota, un formidabile piazzista, un marketing operator, un eroe, a seconda dei punti di vista, delle epoche, della lingua a cui si vuole fare riferimento.Non tutti gli insegnanti possono far parte di questa commissione. Si richiedono prerequisiti e requisiti non comuni.Anzitutto l'altezza, il peso, la voce, l'andatura e il gesto, l'età.L'altezza deve essere di poco superiore alla media, perché un docente troppo basso o troppo alto impressiona sfavorevolmente e la prima impressione conta molto, moltissimo.Il peso, manco a dirlo, deve essere quello forma. Dal rapporto altezza-peso scaturisce l'armonico, fondamentale equilibrio d'un corpo umano. La statuaria greca, Apollo, Adone o Efebo, Venere, Diana per intenderci, fa da guida per la scelta del docente orientatore.La voce calda, suadente, penetrante. I film, in versione originale, con Richard Burton protagonista, visti e rivisti, ma soprattutto sentiti e risentiti senza mai stancarsi sono indispensabili per impostare la voce, migliorarne la pastosità ed educarne i toni ed il timbro.Sulle qualità della voce non si può transigere. Quale sorprendente delusione avremmo noi di fronte ad ad una statua, opera di Fidia, che parlasse con una voce metallica, stridula o gracchiante.Non solo l'occhio, ma anche l'orecchio pretende la sua parte.L'andatura e il gesto, sicuri e misurati, insieme al resto, ispirano fiducia e possono ben far sperare su una provvidenziale iscrizione nella nostra scuola.Infine l'età. Tra i 35 e i 45 anni, quando si è nel pieno turgore delle forze fisiche e mentali e ci si è misurati già con le prove della vita, con alcune prove almeno, anche se non con tutte e si è ancora abbastanza lontani dalla prova finale.Quanto all'abbigliamento né ricercato, né trascurato, ma quella nobile eleganza che attinge alla natura nelle sue opere più riuscite: niente eccessi o difetti.A nulla, però, serve tutto questo se si è privi delle qualità morali e culturali.Chi non ha assoluta padronanza di se stesso e della lingua italiana, verrà perciò escluso dalla commissione orientamento.Guai ad una parola, un gesto fuori posto, non in perfetta assonanza e consonanza alle circostanze, alle persone, ai luoghi.Qualcuno, alla ricerca d'un modello, si è abbandonato al paragone tra docenti della commissione orientamento e giornalisti che presentano i telegiornali delle maggiori reti nelle ore di punta. Si tratta di un confronto che non regge, perché quei giornalisti di alto hanno solo lo stipendio ma quanto a professionalità e responsabilità stanno molto più in basso.Un giornalista sbaglia, al suo errore c'è rimedio. Un docente orientatore sbaglia, si incespica, starnutisce, il suo errore è irreparabile. Un'iscrizione è perduta. E solo gli insegnanti sanno cosa vuol dire un'iscrizione in meno. Una classe in meno, una scuola che chiude, un mondo che crolla, l'inizio d'un pellegrinaggio o di un martirio.Accertati prerequisiti e requisiti, si passa allo studio dei piani d'azione, a tavolino prima, sui campi di battaglia, giorno dopo giorno, dopo.Strategie a confronto, tante strategie.Per concludere, non una strategia, ma tutte le strategie devono essere utilmente adoperate e sfruttate.Puntiamo sui colleghi, sui genitori, o sugli alunni?Conclusione?Vanno affrontati e conquistati i colleghi, che insegnano nelle classi terze della scuola media, ma soprattutto i genitori e gli studenti.Se la manovra non è avvolgente e concentrica, se si lascia fuori dal piano d'attacco anche una sola componente si rischia di perdere, se non la guerra, l'iscrizione d'un alunno, che per un insegnante della nostra scuola è peggio d'una guerra persa.Si analizza, si discute e si dibatte tra i docenti, altezza media, peso forma, voce Richard Burton, andatura e gesti sicuri e misurati.Della nostra scuola che diremo?Che si studia a quei pochi che hanno voglia di studiare, che si studia indefessamente lo diremo a tutti i genitori.Che ci sono tante attività interessanti, dal cinema al teatro, ai concerti, che abbiamo tanti computer con in dotazione i videogiochi dell'ultima generazione, lo diremo al momento opportuno, in modo che si sparga la voce tra i ragazzi, senza che essa giunga ai loro genitori.Ai genitori vanno bene i computer senza i videogiochi.E se qualcuno insinuasse, in modo più o meno velato, che nella nostra scuola si fuma, si sniffa, circola certa roba tra i ragazzi?Risponderemo che sono menzogne messe in circolazione da una certa concorrenza sleale, ma lo diremo in modo non del tutto esplicito, facendo intendere che a volte non si parla in modo del tutto disinteressato.Aggiungeremo inoltre che, data la sua ubicazione, noi nella nostra scuola ci avvaliamo dell'ausilio validissimo degli psicologi del Santa Maria della Pietà e dei suoi psichiatri, per i casi più gravi.L'educazione alla salute è uno dei progetti all'avanguardia in corso di realizzazione tra docenti ed alunni, aperto e gratuito anche per tutti i genitori.Diremo, e questo va ribadito con forza, con particolare forza ai genitori, diremo che su questo punto possono stare assolutamente tranquilli per i loro figli, possono dormire tra due guanciali. È possibile che in alcune scuola della Repubblica si faccia uso di particolari droghe, ma da noi assolutamente no.Si tollera appena il fumo di qualche sigaretta di comune tabacco dei Monopoli di Stato tra i docenti più anziani alla vigilia della pensione, quei fumatori incalliti, che avrebbero bisogno di trattamenti speciali per smettere di fumare.Non ci stancheremo di affermare che nella nostra scuola si studia molto, moltissimo, ma che tutti, soprattutto i più deboli, quelli che non hanno voglia di far niente, i perdigiorno inguaribili, tutti, soprattutto questi ultimi vengono aiutati con progetti speciali che vanno dai corsi di recupero allo studio assistito, telematico e a distanza. I nostri docenti da anni, ormai, sono esperti nei piani di studio personalizzati.Nella dispersione scolastica abbiamo fatto passi da giganti.Un tempo, un tempo ormai lontano, si credeva vi fossero studenti diligenti e studenti negligenti.Si tratta di termini vecchi e superati, noi siamo per il metodo giusto per la persona giusta.Oggi lo studio personalizzato fa la qualità dello studio, dello studente, dell'insegnante, della scuola.Terremo desta l'attenzione dei nostri interlocutori facendoli concentrare sui potenti mezzi a nostra disposizione nei laboratori, che sono dotati di strumenti dell'ultima generazione.Parleremo a lungo della multimedialità, ne parleremo senza mai smettere, in modo chiaro e convincente. Naturalmente laddove non potremo essere chiari saremo solo convincenti, non potendo essere convinti.Internet sarà uno dei nostri cavalli di battaglia preferito. Non staccheremo mai l'attenzione nostra e quella altrui da Internet e se qualcuno ci interrompe con troppe domande, risponderemo a tutte le domande per riprendere immediatamente con Internet, quello che già significa nella vita di oggi e significherà nella vita del futuro.Dedicheremo la massima cura ed attenzione, nella presentazione della nostra scuola, ai problemi del futuro. Si va a scuola oggi per inserirsi nella società del domani ed è perciò fallimentare una scuola che non guarda al futuro, che non sa parlare dei problemi del futuro, di quello prossimo e di quello anteriore.Sul futuro, un docente che fa orientamento deve essere preparato, deve avere una competenza specifica ed una professionalità avanzata. Non diciamo che del futuro deve sapere tutto, ma quasi tutto e se così non è sarà meglio che rinunci a fare l'orientatore.E se ci diranno che la nostra scuola è sporca, che vi regna un gran disordine, perché i bidelli non puliscono e i professori non rispettano il loro orario di servizio?Non permetteremo mai che il discorso rimanga per più di un secondo su questo binario.Multimedialità, Internet, i problemi del futuro devono tenere desta l'attenzione dell'uditorio, ma più che desta, fissa.E se qualcuno insistesse, la facesse lunga sui temi della pulizia della scuola, delle assenze dei professori?Non si possono fare miracoli.Ai genitori completamente insensibili ai temi del futuro, ma di genitori siffatti ve ne sono veramente pochi, a tali genitori faremo presente che di scuole a Roma ce ne sono tante, ma glielo diremo in modo tale che avvertano tutta la responsabilità e ancor meglio il senso di colpa di privare i loro figli delle opportunità del futuro che la nostra scuola offre come nessun'altra.E ai colleghi delle classi terze della scuola media che diremo?Ai colleghi c'è poco da dire. Li inviteremo a prendere una pizza e a tavola saremo attenti ad ascoltare per saperne di più della loro scuola e migliorare la nostra attività di orientamento nel futuro.Quelle di cui ho parlato non sono tutte le commissioni presenti nella mia scuola, perché c'è anche la commissione teatro e cinema, la commissione strutture edilizie, la commissione per il bar interno, la commissione...Ma questa lettera si è fatta troppo lunga. Ed oltre le commissioni ci sono i progetti, progetto Educazione sanitaria, Accoglienza, Lingua.... I progetti, però, hanno finanziamenti autonomi, non rientrano nel fondo incentivante.Non ho esaurito l'argomento, oggetto della presente, ma avendo esaurito tempo, carta e penna, devo lasciarla.

Roma, giugno 1998

Testo di Giovanni Sarpi

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