E poi ci chiediamo perché non c'è rispetto per gli architetti...

Coppia di amici di amici, a cui (questi ultimi) abbiamo appena terminato di ristrutturare casa) mi contatta per “un consiglio, una consulenza, qualche suggerimento” su come allestire gli interni di un edificio, che diventerà casa loro.

Attualmente, cantiere attivo.

Il progetto dell’abitazione, ampliamento di quella dei genitori di lui, è stato curato da uno studio di Geometri.

Avverto i ragazzi che per entrare in cantiere, per un sopralluogo, sarebbe bene avvisare ed avere il benestare della DDLL.

Cadono dalle nuvole.

“I lavori li seguo io” dice lui (idraulico).

Spiego che nei documenti presentati in comune deve essere indicato il nome di un professionista abilitato.

“Forse intendi il responsabile della Sicurezza?”.

Ed io: “va bene. Purché sia un professionista abilitato (almeno questo, penso/spero).”.

“Ah, no. Se ne occupa mio padre.”

Al che, allibito, ribatto: “per curiosità, ma che lavoro fa tuo padre?”

“È in pensione. Era operaio”

Silenzio.

Mi armo di pazienza.

Spiego.

“Ah, ok. Parlo con i geometri.Ma loro non stanno facendo Tutte ‘ste cose, ce ne occupiamo noi.”

Ora, io sono velenoso.

Se li trovo per strada, ‘sti “colleghi”, li investo.

Anzi no! Perché mi viene in mente Antonio Albanese/Cetto Laqualunque quando dice: “Se vi sputo, vi profumo!”.

Poi chiediamoci perché non c’è rispetto per la nostra professione.Mi raccomando.

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