Ecco come NON gestire un alunno problematico

Ecco un caso di scarsa lungimiranza da parte di chi doveva fin dall'inizio (e dovrà gestire anche ora) certe situazioni, alla faccia dei BES e delle norme a tutela degli alunni in difficoltà: un alunno molto problematico, arrivato dalla scuola materna con diverse segnalazioni di atti violenti nei confronti dei compagni, atteggiamenti di sfida e di aggressione verbale e fisica nei confronti dei docenti e con in più una famiglia disposta a prenderne le difese a spada tratta, mette a ferro e fuoco un'intera classe prima. Le insegnanti (anzi, una sola, a dire il vero, dato che la più anziana delega alla più giovane la gestione del bambino disinteressandosene completamente e rifiutandosi di fatto di collaborare con la collega per affrontare la situazione in modo corretto e il più possibile solidale e coeso) vengono lasciate prive di qualsiasi aiuto e costrette ad impiegare le ore di compresenza per "allontanare" il bambino dalla classe e "portarlo fuori" per ridurre i rischi e riuscire a fare lezione tranquillamente. Il clima diventa teso, l'aria irrespirabile e anche i genitori degli altri alunni fanno sentire la loro voce; si adottano soluzioni tampone tipo non fargli frequentare le attività opzionali, non farlo partecipare alla gita di fine anno...I genitori dell'alunno aggressivo e ingestibile (lo sanno bene perchè per evitarsi rogne con gli altri genitori hanno accettato le soluzioni tampone di cui sopra) cominciano però ad avere tutta l'attenzione su di loro, quindi si irrigidiscono ancora di più e imputano il problema alla scuola che "non ha saputo trattare il loro figlio e che anzi lo ha emarginato dal gruppo". Il primo anno di scuola si conclude quindi male, con le barricate contrapposte e tanta acredine fra genitori ed insegnanti. Volete sapere il finale di settembre?Per risolvere la questione e dare implicitamente ragione ai genitori dell'alunno problematico (che dunque sono confermati nell'assegnare tutte le colpe alle maestre ritenute incapaci di capire il figlio) e ai genitori degli altri alunni (il cui unico desiderio era quello dell'allontanamento coatto dell'alunno in questione per tutelare i loro figli) il bambino viene spostato in un'altra classe parallela, di fatto demandando ad altri insegnanti la risoluzione del problema. Da notare che la classe in cui sarà spostato è a tempo pieno come quella precedente (quindi si ripeteranno i problemi in mensa e l'esclusione dalle attività opzionali "per precauzione", ma a quel punto non era meglio il tempo normale senza mensa né pomeriggi?Boh...), si trova sullo stesso piano, i bambini all'intervallo sono nello stesso cortile e mangiano nello stesso locale della mensa. Dal mio punto di vista la scuola ne esce sconfitta su tutti i fronti perché: 1) non ha saputo garantire al bambino un situazione di inclusione nel gruppo classe che garantisse in primis lui (ora è additato ed etichettato da tutti come un castigo divino, immaginatevi come sarà accolto nella nuova classe visto che comunque la sua fama lo precederà), poi i suoi compagni (cosa rispondere a genitori che comunque lo percepivano come una minaccia ed un pericolo per i loro figli, dato il degenerare della situazione e l'immobilità della scuola nel mettere in atto un qualsiasi intervento?) e infine le insegnanti (per lo meno quelle che si sono attivate e hanno fatto il possibile per tamponare una situazione così compromessa); 2) le insegnanti precedenti si sono semplicemente liberate di un peso e chi fra di esse non voleva occuparsene o ha volutamente rifiutato e non considerato questo alunno l'ha avuta vinta e, anche di fronte ad altre situazioni di disagio, continuerà a chiamarsi fuori dalle responsabilità professionali cui è obbligata dalla normativa (compresa quella sui BES); 3) i genitori del bambino sono stati accontentati e ciò fornirà loro l'alibi per continuare a giustificare il figlio (senza di fatto sollecitarli a rivolgersi ad uno specialista per aiutare davvero il bambino a risolvere le sue problematiche) e per imputare ogni volta le colpe soltanto alla scuola e probabilmente anche ai nuovi maestri; 4) spostare il problema non significa risolverlo e secondo me questa decisione è davvero un segno di ottusità e di una visione poco previdente e preventiva ma anzi limitata a risolvere l'emergenza, con una soluzione palliativa e improvvisata così, alla bell'e meglio. E quante di queste storie si ripetono purtroppo nelle nostre aule e in tante scuole ogni giorno...

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