Estratto da: "Ciao sono Christian, quello bocciato"

E COME POTEVAMO NOI TACERE!Non ci sono ragioni che tengano, le intenzioni divengono ben presto realtà, senza alcunconfronto, violando sistematicamente i diritti fondamentali degli insegnanti, si blocca il loro contratto di lavoro, si bloccano gli scatti di anzianità per ben tre anni, con ripercussioni consistenti sulle liquidazioni e sulle pensioni, si assottiglia ulteriormente il già magro stipendio, si rinviano i tempi per andare in pensione, umiliando le persone ormai allo stremo.

Le scuole sono prive dei fondi necessari per garantire il diritto allo studio dei nostri studenti, dalla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria, dalla scuola secondaria di primo grado alle scuole superiori! Dietro questo disegno precostituito di riduzione del nostro sistema scolastico a un cumulo di macerie, vi è l’arrogante pretesa del ministro di voler riformare la scuola in termini di meritocrazia e di eccellenza (sic!).

Certamente tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo per combattere la grave crisi economica che attanaglia il nostro Paese, ma quando è troppo, è troppo. Non si può umiliare, né prendere di mira insistentemente una categoria intellettuale che, pur tra tante difficoltà, ogni giorno scende in campo per educare, istruire e orientare i nostri figli. Lo sconforto e la delusione crescono sempre più.

Le famiglie devono solidarizzare con gli insegnanti, lottare insieme per affermare il diritto dei discenti all’istruzione pubblica, per riformare, migliorare e adattare con gradualità, democraticamente, la scuola attuale alle nuove esigenze della nostra società.

Ciò sarà possibile se sarà sconfitta l’idea formigoniana che la scuola possa servire a qualcuno, che la scuola è di qualcuno.

La scuola pubblica è di tutti e per tutti, senza distinzioni neoclassiste. Recuperare questo principio di base e affermare il dialogo costruttivo tra gli insegnanti, attraverso una presa d’atto di ciò che sta avvenendo, partendo dalle singole istituzioni scolastiche, è essenziale per opporsi al disegno eversivo di tutti coloro che vogliono far precipitare la scuola pubblica nel baratro dell’inciviltà e dell’ignoranza.

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