I motivi dietro la violenza dei ragazzi

Su " Insegnanti Uniti" continua la discussione: "Spesso i ragazzi assumono atteggiamenti ostili e aggressivi perchè non sono amati, considerati e stimati. Sanno bene che il loro professore li ha già giudicati, etichettati, sistemati “nel recupero” o giù di lì, sin dal loro ingresso. A questi ragazzi la scuola offre solo le briciole. Proviamo invece a sperimentare un’attività scolastica che non sia la solita, personalizzata sull’alunno “Cristian”, coinvolgiamolo in tutto il processo di insegnamento-apprendimento, facciamolo diventare attore protagonista, facciamogli sentire la nostra stima, il nostro affetto e il nostro calore, facciamolo sentire vivo, facciamogli sentire che è una persona, vedrete se “Cristian” non cambia!

Ben presto diverrà un uomo!" (Saverio Fanigliulo) Ecco in sintesi i due diversi punti di vista che emergono:

  1. Quando le classi ritorneranno a non essere un "ghetto" di 23- 25 alunni(con magari 1 o 2 o anche 3 diversamente abili) ma ad un numero accettabile, 15/16, cn max 1 diversamente abile, allora si possono sperimentare tutti i bei sistemi che si vuole. Per adesso sono solo chiacchiere...nient'altro che chiacchiere! ;)Luca Virzì
  2. E' come dire che siccome le classi sono numerose e il governo taglia in modo indegno la scuola, per quei ragazzi non si può far nulla. Resto del parere che, nonostante tutto, gli insegnanti possano cambiare la scuola dal basso modificando, laddove è necessario, atteggiamenti e metodologie. Disporsi dalla parte degli "ultimi" consente di recuperare il senso e il significato vero dell'essere insegnanti-educatori, contro "quel conformismo didattico che pensa che la scuola sia una pratica di potatura e non di semina", con riflessi benefici per tutti, specie per “i più bravi” della classe! Saverio Fanigliulo

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