INVALSI con IMPEGNO DIDATTICO non ci sta!

“C’è qualcosa che mi disturba, anche se non so esattamente cosa!”

È una delle frasi che ripete spesso Cheyenne, ex cantante rock interpretato da un superlativo Sean Penn, nel film “This must be the place” (Questo deve essere il posto).

Io credo di sapere che cosa è quel qualcosa che mi disturba... e mentre continuo a credere di saperlo mi viene in mente che, nel film di Sorrentino, a Cheyenne sono affidate altre frasi davvero singolari; ad esempio in una scena lui chiede alla moglie: “Perché hai lasciato che l’architetto scrivesse CUISINE nella nostra cucina? Lo sappiamo che è la cucina”.

E allora penso che la cucina dovrebbe essere il luogo della casa dove si preparano i cibi, dove si mescolano, si condiscono, si mettono insieme, si lasciano lievitare, si mettono a decantare, si cuociono; la cucina insomma è un luogo di odori e profumi dove i singoli elementi diventano qualcosa di più, insieme agli altri, anche grazie alla capacità di chi si mette a cucinare.

Nel film invece la cucina è un posto talmente freddo, distante, sterile, inabitabile che non si vede mai nessuno cucinare.

Ma sopra c’è scritto che quella è la CUCINA.

Ecco, io adesso lo so che cosa è quel qualcosa che mi disturba in questo momento...

Mi disturba chi mette le insegne luminose che indicano un contesto che dovrebbe essere lo stesso indicato dall’insegna ma nella realtà è un’altra cosa.

Perché la realtà è quello che tutti sappiamo, conosciamo, viviamo mentre l’insegna luminosa è un richiamo attraente, ma a volte, ingannevole.

Dubito delle insegne luminose proprio perché non sono la realtà di quel posto!

Mi riferisco in particolare alla parte della lettera che il Presidente del Consiglio ha scritto alla fine di ottobre all’Unione Europea e che contiene una dichiarazione di intenti, in diversi ambiti, volti a riassestare il nostro paese.

Per ciò che riguarda la scuola... sopra è accesa l’insegna, luminosa di eufemismi ma fredda di neon, con scritta la frase Promozione e valorizzazione del capitale umano; sotto è specificato che...”L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.”

La scuola, come la cucina, dovrebbe essere il luogo del territorio dove si preparano gli studenti, dove...massì continuo la metafora usando gli stessi termini... dove si mescolano, si condiscono, si mettono insieme, si lasciano lievitare, si mettono a decantare, si cuociono; la scuola, come la cucina, è un luogo dove i singoli diventano qualcosa di più, insieme agli altri, anche grazie alla capacità di chi si mette ad insegnare.

Invece la scuola a cui si fa riferimento nella lettera indirizzata all’Unione Europea, quella scuola che sta sotto l’insegna luminosa con su scritto: PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO è come la cucina del film... un posto freddo, distante, sterile, inabitabile, un posto dove si usano i termini “accountability”, dove le assegnazioni di fondi alle scuole sono affidate all’Invalsi, dove i docenti saranno valorizzati chiedendo loro ancora più impegno ma mantenendo fermi gli stipendi.

A me sembra che questo uso dei termini presi da altri vocabolari ed usati a proposito di persone sia inadeguato ed evidenzi facilmente un contrasto stridente...

CAPITALE con UMANO non ci sta.

INVALSI con IMPEGNO DIDATTICO non ci sta!

ACCOUNTABILITY con SCUOLA non ci sta.

“Accountability” vuol dire “rendicontazione”... ma io non saprei dire quale delle due parole sia più brutta. Chi ne sa più di me di vocaboli economici usati nel contesto scolastico, scrive: “Accountability” è una parola inglese che non ha un esatto equivalente in italiano. La si può tradurre con “rendicontazione” o con “responsabilità rispetto agli esiti”. Nell’accezione più generale, essa indica l’obbligo di render conto a chi vi è interessato (stakeholders) dei risultati della propria azione in un certo ambito. (La definizione è tratta da una pubblicazione di Angela Martini, ricercatrice INVALSI, a cura della Fondazione Agnelli)

In concreto quindi: accrescere l’accountability delle scuole vuol dire fare una classifica delle scuole sulla base dei risultati ottenuti nei test Invalsi; nella pratica il nostro Presidente del Consiglio ha promesso alla Unione Europea che si daranno soldi alle scuole che insegneranno ad indovinare i test e si toglieranno soldi alle scuole che continueranno ad insegnare a studiare e a ragionare.

Per eliminare gli ultimi eventuali dubbi residui sui veri obiettivi dell’Invalsi aggiungo che, ma qualcuno lo ha già fatto circolare, nello statuto dell’Invalsi, all’interno dell’articolo 2 – FINALITÀ, è scritto “…concorrere alle azioni di sviluppo della cultura del merito promosse dalla Fondazione per il merito…”

Poco dopo, all’interno dell’articolo 4 - MISSIONE e OBIETTIVI, si legge: “…lo svolgimento di attività di ricerca e la collaborazione alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito anche in collaborazione con il sistema universitario…”

Ne deriva che fra i compiti dell’Invalsi è espressamente previsto quello dell’individuazione di una “classifica degli insegnanti”.

Le domande sono molte: chi giudicherà? Su quali basi deciderà? Chi darà i punti? Sarà come in certi sport, gli insegnanti in trasferta potranno ottenere punti doppi? O sarà come nella Champion League, dagli ottavi di finale in poi ci sarà la regola dell’eliminazione diretta?!?

Sempre nel film di Sorrentino, a Cheyenne sono affidate altre frasi davvero esemplari; ad esempio in una scena dice: “Il problema è che passiamo troppo velocemente dall’età in cui diciamo Farò così a quella in cui diremo E’ andata così”.

Io ormai ho capito che cosa è quel qualcosa che mi disturba...

Mi disturba che si travisi la realtà con insegne luminose ingannevoli e che ci si abitui a dire È andata così senza prima aver almeno provato a dire Farò così.

Perché i Collegi dei Docenti non possono essere confusi nel decidere se correggere le prove Invalsi a spese del proprio Fondo di Istituto o a spese delle due ore di programmazione settimanale per gli insegnanti elementari.

Perché i Collegi dei Docenti non possono essere obbligati a scegliere solo fra il correggere gratis e il correggere a pagamento.

Perché il personale docente non è affatto obbligato a correggere le prove INVALSI.

“This must be the place” è anche il titolo di una canzone dei Talking Head che David Byrne, interpretando se stesso, canta anche nel film dal titolo omonimo.

Le Teste Parlanti, con i piedi per terra e la testa nel cielo, possono scegliere di non somministrare le prove Invalsi e di non correggerle. Va bene, non c’è niente di sbagliato. Niente.

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova

Rispondi in questo thread

Questo sito utilizza cookies e altre tecnologie di tracciamento per distinguere tra personal computer, impostazioni e scopi analitici/statistici personalizzati, customizzazione dei contenuti e ad serving. Il sito potrebbe contenere cookies di terze parti. Se vuoi continuare a navigare sul sito, le impostazioni attuali saranno mantenute, ma puoi cambiarle in ogni momento. Per maggiori informazioni: Privacy e polizia dei Cookie