Istruzioni per l'email di protesta al MIUR

Incollo qui il messaggio ricevuto via mail da Mila Spicola, con le istruzioni per inviare email di protesta al Miur e agli organi di stampa

Cari colleghi, ho messo on line questa petizione perchè mi sembrava intanto il modo più veloce ed efficace per far emergere tutto il nostro scontento per la nota diramata dal Ministero dell'Economia.

La petizione ha raggiunto, nel momento in cui vi scrivo, già 5.000 firme. Anche se conta già da sola la gravità del provvedimento, sappiamo bene che le proteste si fondano anche sui numeri.

Ho appena inviato una mail di richiesta di chiarimenti, a supporto della petizione, direttamente all'ufficio di presidenza del consiglio, del ministero e, per conoscenza, ad alcuni organi di stampa.

Credo che sarebbe il caso lo facessimo tutti in massa: vedersi arrivare cinquemila mail di richiesta chiarimenti da parte dei docenti italiani forse aprirà gli occhi a qualcuno.

Questi gli indirizzi di posta: [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected]; [email protected]; [email protected] ; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected], [email protected], [email protected], [email protected]

il testo della mail è il testo della petizione ridotto, copiatelo pure e inviatelo, oppure scrivetene una voi (indirizzandola a tutti gli indirizzi di sopra) chiedendo chiarimenti:

" Al Premier Letta e ai Ministri del Governo in carica, All'Ufficio di segreteria del Consiglio dei Ministri, Al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Al Portavoce Ministero dell'Economia e delle Finanze All' Ufficio del Protocollo

Con una nota del Ministero dell'Economia e delle Finanze si comunica che verranno trattenuti dalle buste paga dei docenti e dei lavoratori nel comparto scuola 150 euro al mese a partire dalla busta paga di Gennaio. Si tratta degli scatti di anzianità del 2013, cioè il Governo si riprende aumenti giustamente percepiti.

(la nota: http://2.flcgil.stgy.it/files/pdf/20131230/nota-mef-157-del-27-dicembre-2013-noipa.pdffbclid=IwAR3tzNI2XdlHZXXQ-9AA_YrgNAXY9Q32MUFbQpPtVwn_5rMBGlPVorAUnDk )

chiedo chiarimenti e chiedo che questo provvedimento venga annullato.

Tali scatti erano stati promessi come conseguenza del taglio del Fondo di Funzionamento delle Scuole, taglio contro cui molti di noi docenti avevamo protestato perché sospettavamo che quelle somme, tolte alla Scuola, non sarebbero state investite per la Scuola. Molti di noi avremmo preferito fare sacrifici, rinunciare agli scatti e mantenere intatto il Fondo di Funzionamento, visto che era già esiguo, adesso assistiamo alla grottesca scena, silenziosa e senza avvisi, della decurtazione dallo stipendio delle somme già pagate ai docenti nel 2013 provenienti da quei tagli. L'atto di farsi restituire, anzi, peggio, decurtare "con rate mensili di 150 euro"soldi promessi, dovuti, pagati e già spesi da docenti che percepiscono meno di 1.500 euro non può passare sotto silenzio e non può essere accettato dal mondo della Scuola. Da quando si mette mano agli stipendi in questo modo? E questo silenzio colpevole a cosa è dovuto? Saremmo, siamo e siamo stati pronti a fare sacrifici per il Paese e per la Scuola, ma non così, visto che sono soldi sottratti alla Scuola, sottratti ai docenti e spariti negli altri mille rivoli delle spese inutili, frantumate e definite con logiche che non condividiamo. Certamente non ci sacrifichiamo per garantire altrui privilegi. Il nostro salario è ingiusto da decenni, ma vedersi persino sottrarre parte dello stipendio in questo modo è un'offesa precisa e mirata e non corrisponde ai propositi dichiarati del vostro Governo che si era insediato con la promessa del "nessun taglio alla scuola". Sono la nostra dignità, il valore dell’esempio e il senso di responsabilità di lavoratori della Scuola i sentimenti che non ci fan rovesciare i cassonetti, non la stupidità o la passività e mi pare che in quest'equivoco ci cadano in troppi. Vogliamo credere di vivere e di costruire nelle nostre classi un Paese che rispetta e agisce sulle basi della dignità e del senso di responsabilità. Una dignità e un senso di responsabilità che non sempre ritroviamo nelle classi dirigenti, politiche e amministrative di questo Paese.

Ci chiediamo se i "diritti acquisiti" di cui tanti si riempiono la bocca oggi non vengano messi in campo solo per salvaguardare privilegi non più sostenibili, non da noi almeno. Ci chiediamo come sia possibile mantenere stipendi fino a quindici volte maggiori del nostro e decurtare in proporzioni inaccettabili stipendi indegni per la professione docente. Per carità, il giusto sia giusto. Ma non facciamo passare per giusto l'ingiusto. Se la domanda è retorica, se qualcuno ci scambia per idealisti conservatori, o peggio per “portatori di lagna e recriminazione” quando vogliamo difendere il giusto e i diritti, allora quel qualcuno fa parte esattamente del Paese che non vogliamo e che non corrisponde ai valori della Scuola e della Costituzione. La forbice tra i privilegi di alcuni e i diritti offesi dei troppi che devono farsi carico anche di quei privilegi ormai è misura d’inciviltà e, fosse solo per principio, noi ci opponiamo. Con modi civili, con la dignità e il senso del dovere che ci contraddistingue, ma ci opponiamo. La scuola è l'unico segno più del 2013 nel comparto pubblico a fronte di una totalità di segni meno negli altri settori del pubblico. I dirigenti di altri fallimentari settori dello Stato percepiscono premi di produttività ingenti, anche per "leggere le mail". Noi, lungi dal chiedere premi di produttività in un momento come questo, pretendiamo per il nostro, quello che ci spetta. Ripeto, nessuno è stupido e tutti conoscono le disparità e le contraddizioni che albergano nella Pubblica Amministrazione, ma troppi sono in malafede nel voler mantenere tali follie insostenibili e immeritate. Quello nella scuola è un segno più grazie alla fatica dei docenti e dei lavoratori della scuola, e, permetteteci di affermarlo, nonostante le azioni dei governi degli ultimi anni. Nessuno ci sta dicendo grazie, nessuno ci sta pagando premi di produttività dovuti e meritati, ma che non ci sia almeno la beffa del furto a posteriori di somme già percepite.

Chiedo chiarimenti, è nel mio diritto, e chiedo, qualora tale nota fosse in essere, che venga immediatamente annullata.

Mila Spicola, insegnante."

Per quel che mi riguarda personalmente, la mia parte, sarà quella di portare il problema, la petizione e le firme, il 16 gennaio, se prima non si scioglie questo equivoco grottesco, in discussione nella direzione nazionale del pd, di cui faccio parte, chiedendo che venga sostenuta e la questione venga chiarita, Mila

http://2.flcgil.stgy.it/files/pdf/20131230/nota-mef-157-del-27-dicembre-2013-noipa.pdffbclid=IwAR3M5nLB7PQ1PsFY1-XFeaq35PCe067lLHv1vph_VSu8JutwXehCTiyFL-I

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