Lettera a Renzi sulla buona scuola

Egregio Presidente Renzi,

Sono stata piacevolmente colpita dal fatto che per la prima volta, da quando ne ho memoria, un Governo chieda la collaborazione e le opinioni di chi vive la Scuola visto che fino ad adesso, si sono prese decisioni in merito senza conoscerne a fondo le dinamiche e senza mai chiedere cosa se pensassimo, visto che é stato fatto tutto l'opposto di ciò che andava fatto. Se l’obiettivo è veramente quello di costruire “una Buona Scuola",spero che i futuri provvedimenti vengano presi in base alle Nostre Proposte e che la voce del “Popolo Scuola” venga finalmente Ascoltata. Non ho intenzione di annoiarla fornendole inutili dettagli su come abbiamo vissuto questi anni e su chi come me, è stato costretto a lasciare la propria terra a causa dei famosi “tagli gelminiani” trovandosi in strada a protestare disoccupato, magari dopo anni di servizio e dopo aver conseguito abilitazioni ed effettuato decine di master ( questa è un’altra triste storia).

Voglio approfittare di questa opportunità per fornire qualche suggerimento ed esprimere la mia modesta opinione in merito a questi ultimi anni ( esattamente dal 2008) che hanno visto, nella politica della spendig review, una graduale demolizione del Sistema Scolastico e una conseguente denigrazione della Classe Insegnante.

PUNTO PRIMO: La Supplentite e l’Assurdo di Albert Camus.

“ il sentimento dell’Assurdo nasce dallo spirito umano in perenne tensione con la sua stessa vita: la frattura dell’uomo con la sua stessa vita è l’Essenza della Rivolta Esistenziale dell’Uomo Assurdo”

Da anni, noi Precari Storici della Scuola, subiamo un trattamento riservato esclusivamente alla nostra Categoria, ecco alcuni punti che danno vita al logorante sentimento Assurdo nel Sistema Scuola per la classe Docente:

· Vittime privilegiate dei “tagli “come se appartenessimo ad una “lobby” arriviamo a stento a fine mese pur continuando a credere nel nostro lavoro anche se non ci sentiamo Gratificati.

Premesso che: i nostri straordinari ( sostituzioni e ore di Disponibilità forzate) ci vengono pagati dopo mesi

  1. lavoriamo sempre delle ore in più rispetto a quelle contemplate nel CCNL senza percepire un centesimo soprattutto durante Scrutini ed Esami di Stato. Prevedere per un “Monte ore "di recupero” delle ore “perse” durante “la Chiusura Anziendale”( visto che ormai si parla di Scuola in questo termini), produrrebbe quello che si chiama “ employee dissatisfaction”.

Visto che la Buona Scuola vuole muoversi seguendo regole e discipline di stampo Aziendale, regola nota è che ad una soddisfazione dell’impiegato corrisponda una crescita in modo direttamente proporzionale della produttività, del senso di responsabilità, della qualità e del customer service. Un docente lavora il doppio delle ore per cui é pagato. Continuare a strumentalizzarlo pur di "tagliare i costi " e non chiamare supplenti, significa denigrarlo e demotivarlo maggiormente. Non essendo numeri e non trovandoci in fabbrica, vorremmo avere la possibilità di lavorare al Meglio visto che Formiamo menti Umane. Ciò vuol dire, avere gli strumenti, i fondi per far funzionare la scuola e per non sentirci sfruttati ma, valorizzati inquanto Professionisti.

2)Noi delle GAE siamo inseriti in graduatorie in cui facciamo debiti mentre siamo disoccupati per accumulare punteggi e raggiungere Vette di classifiche fittizie per poi, come nel celebre “mito di Sisifo”, retrocedere ad ogni aggiornamento. Siamo docenti abilitati alla professione tramite scuole di specializzazione biennali in cui abbiamo fatto decine di esami, eseguito centinaia di ore di tirocinio e conseguito un Diploma di Abilitazione con tanto di discussione e tesi. Le SISSIS erano entrare infatti in vigore come mezzo di reclutamento sostitutivo al concorso.Purtroppo però, sono prevalse altre logiche e si sono ammessi alla specializzazione più persone rispetto al reale fabbisogno regionale. Noi Abilitati Storici, chiediamo giustizia. 3) Assunti a Settembre, licenziati a Giugno, riassunti a Settembre e nuovamente Disoccupati a Giugno, per anni subiamo una violenza psicologica alquanto deleteria da un punto professionale e didattico: la mancanza di continuità non ha fatto altro che demolire pian piano il Cardine su cui dovrebbe fondarsi la Scuola ed incentrarsi la Didattica: Il Patto Educativo. Se é vero che l’insegnante è anche un pò psicologo, se è necessario che Conosca i bisogni dei propri alunni per lavorare al meglio, se secondo il “Patto Educativo” si instaura un rapporto di fiducia tra insegnante ed alunno, tutto ciò risulta completamente annullato da questo Assurdo meccanismo: ogni anno, chi ha lavorato con diligenza e passione, lascia le proprie classi con l’amaro in bocca per non poter portare a termine il lavoro iniziato con gli alunni con cui aveva instaurato il Patto.

4)Siamo Adulti, Professionisti e Abilitati alla Professione che una volta all’anno, per due mesi, restano disoccupati e fanno le file all’INPS. La reiterazione dei contratti a termine tipica del sistema “interinale, ne prevede la stipulazione di per un massimo di 24 mesi. Lo Stato Italiano li reitera anche per 25 anni: ci sono insegnanti che firmano il loro primo contratto a tempo indeterminato e,nello stesso anno, vanno in pensione. 5)Ogni anno vengono calcolati contingenti ipotetici in base alle iscrizioni. La distribuzione del contingente è pari al 50 % dei vincitori del concorso del 1999, l'altro il 50% da Gae. Bene, conosciamo tutti la regola ma non ci aspettavamo anche questa volta l'Assurdo. I famosi vincitori del concorso 1999, dopo ben 15 anni sono spesso già in ruolo e puntualmente rifiutano la nuova nomina lasciando posti vacanti che vengono dati ai “Supplenti”: Non esiste una legge che prevede la cancellazione da altre graduatorie ( quelle concorsuali del 1999) per il personale già in ruolo da GAE visto che può chiedere in automatico, passaggio ad altra materia, dopo 5 anni di servizio.

Che fine fanno i posti di quel famoso 50 %?Non si procede ad uno scorrimento della graduatoria da concorso nella stessa provincia ed i posti vengono restituiti all’Ufficio scolastico Regionale. A chi vengono assegnati i restanti posti, dopo che quei famosi colleghi già in ruolo che hanno inviato pietosamente rinuncia? ( tutto ciò implica il permanere di sedi vuote anche per mesi ) A chi vengono assegnati, visto che facevano parte di un contigente previsto?Mistero.

Alla luce di quanto emerge da questa sommaria Assurda analisi: Quali sono quindi alcune delle possibili soluzioni per ottenere una Buona Scuola da un punto di vista didattico, professionale ed Umano?

1)assunzione dei precari storici della scuola su tutti i posti vacanti e depennamento dei vincitori del concorso del 1999 da altre graduatorie per coloro che sono già in ruolo in un' altra provincia o su altra materia ( chi è già di ruolo può già, dopo il quinto anno di servizio, come dicevo,usufruire del passaggio su altra disciplina. In questo modo si procederebbe finalmente all'esaurimento delle vecchie graduatorie del 1999).

  • Utilizzo del restante organico funzionale NON in una Rete di scuole, ciò produrrebbe un’ulteriore confusione, mal gestione e frammentarietà del lavoro svolto ( vedi “ patto educativo”).

Tali risorse funzionali dovrebbero essere assegnate sui singoli istituti per ciò che attiene supplenze, progetti, attività curriculari ed extra curriculari, insegnanti di alternativa. Invece che attuare una migrazione forzata bisognerebbe gestire meglio le risorse umane presenti visto che non esistono esuberi nella Scuola in questo momento, essendo come dicevo, vittime di tagli dal 2008

PUNTO SECONDO: LE CLASSI POLLAIO La riforma Gelmini ha creato le Classi Pollaio. I famosi testi di didattica ridondano di parole quali Individualizzazione e Personalizzazione dei percorsi, Valorizzazioni delle Eccellenze, Esaltazione delle unicità che caratterizzano ciascun individuo. Queste parole restano spesso solo delle belle espressioni da usare ai convegni e trovano una scarsa attuazione.

All’interno di ogni nucleo classe esistono realtà disparate, alunni “dai bisogni educativi speciali”, ragazzi che vivono disagi e hanno difficoltà relazionali, alunni che soffrono di disturbi specifici di apprendimento. Individui che hanno la loro Storia, che si rapportano allo studio in modo differente, che hanno stili di apprendimento diversi.

Come applicare una didattica Individualizzata QUALITATIVAMENTE ( SIA UMANAMENTE CHE DIDATTICAMENTE) MIGLIORE?

  1. Classi di 20/22 alunni per consentire ad ognuno un percorso didattico volto allo sviluppo delle proprie potenzialità ed eccellenze

  2. Uilizzo del famoso organico funzionale ( punto 1) e assunzione di ulteriori insegnanti di sostegno, quali compresenze per fornire un supporto ai docenti delle varie discipline nella gestione di tutti i casi specifici della classe. Il docente in compresenza, lavorando nel piccolo gruppo, riuscirebbe a gestire “ più da vicino” le varie problematiche sopra citate. 3.Emanare dei fondi alle Agenzie che si occupano di reclutare gli “Educatori” da assegnare alle scuole. Essi svolgono un ruolo fondamentale per il recupero di alunni che vivono particolari disagi relazionali e che sviluppano le loro capacità in progetti alternativi a quelli curriculari, spesso al di fuori del gruppo classe. In questo modo, progetti come il Giardinaggio e l’Artigianato, educheranno ai quei mestieri manuali ormai desueti che dovremmo incentivare.

  3. Corsi di formazioni periodici e obbligatori per tutti i docenti, sulle diverse tecniche didattiche da utilizzare per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento o con bisogni educativi speciali. Ogni istituto dovrà avere la possibilità di richiedere al MIUR i fondi specifici per corsi di aggiornamento o progetti, in base alle esigenze registrate dalle relazioni di classe dei docenti. Soltanto se si investe sulla qualità del Servizio, esso diventa Migliore, i docenti si sentono più motivati e a loro volta, i ragazzi si sentiranno piu Motivati allo Studio ( customer statistaction)

  • " l'Arte rinnova i popoli e ne rivela la vita". Valorizzare lo studio dell'Arte, nella scuola italiana, porterebbe ad una maggiore conoscenza del Nostro Patrimonio artistico e ad un senso di appartenenza maggiore alla propria terra. La valorizzazione della Storia dell'Arte, soprattutto negli istituti di Istruzione Superiore, produrrebbe dei cittadini consapevoli dei propri Beni Culturali, future classi di lavoratori e dirigenti che investono per esempio, sul Turismo,con progetti finalizzati alla valorizzazione del Territorio.

PUNTO TERZO: In Italia conosciamo a stento un po' d'inglese e valorizziamo poco le nuove tecnologie

-Requisito indispensabile delle future generazioni di cittadini e lavoratori, visto che Noi come Insegnanti contribuiamo alla loro Educazione e Formazione, è la conoscenza di almeno due lingue comunitarie e un buon uso delle nuove tecnologie. In Italia, la seconda lingua comunitaria è spesso in ombra rispetto alla prima lingua, l’Inglese. I ragazzi che non vengono Educati al Bilinguismo, prendono con leggerezza lo studio della Seconda lingua ritenendola spesso inutile soprattutto perché non ne continuano lo studio ai Superiori. Nel nostro paese solo in alcuni indirizzi di studio specifici, é previsto la studio della Seconda Lingua Comunitaria nella scuola secondaria di secondo grado, mentre per assurdo, é obbligatorio nella scuola secondaria di I grado. Che motivazione ha un alunno e la sua famiglia,di intraprendere un percorso di bilinguismo di tre anni per poi interromperlo, nel 70% dei casi, ai Superiori.

Come Educare al bilinguismo le future generazioni?

  1. Dare pari dignità ad entrambe le discipline linguistiche: Inglese e Seconda lingua comunitaria. Prevedere quindi 3 ore d'inglese e tre ore di LC2 a settimana ( al pari quindi dall'inglese ) nella Scuola secondaria di primo Grado e in quella di Secondo Grado. Aumentando a tre anche le ore dedicate alla seconda lingua nella Scuola Secondaria di Primo Grado, i ragazzi sarebbero più motivati ad intraprendere ai Superiori, lo studio di DUE lingue. Il Bilinguismo quindi, diventerebbe un fatto acquisito e motivo di crescita per il Nostro Paese. Buone conoscenze linguistiche migliorano le prospettive professionali sia in Italia che all’estero e la Comunicazione in società sempre più multietniche e multirazziali.
  • L’uso sempre più massiccio delle Nuove Tecnologie, dà vita all’evoluzione di settori tecnologici sempre piu vasti che richiedono una dimestichezza sempre maggiore con il Web e software di alta specializzazione professionale. Se vogliamo che le Nostre Future Generazioni siano Competitive nel mercato del lavoro, dobbiamo educarle all’Uso Intelligente delle Nuove Tecnologie. Anche in questo caso,la conoscenza delle lingue straniere non farà che aprire loro ulteriori e nuovi orizzonti. Affiancata ad una didattica Tradizionale ( mai lasciare carta e penna o la lettura di un libro )una didattica che fa uso delle nuove Tecnologie, aiuterà i Cittadini di Domani a prenotare un volo sul sito della Ryan air, a consultare offerte immobiliari all’estero, ad inviare curricula tramite il Web etc... Se fossimo forniti dei Fondi Adeguati e se fossero istituiti appositi corsi di formazione per i Docenti, la Scuola avrebbe la possibilità di Educare i ragazzi all’uso Intelligente del Web evidenziandone anche e soprattutto, uno dei suoi valori indiscussi: la Fruibilità della Cultura. Il Web infatti, offre un archivio infinito su argomenti che abbracciano Tutti i saperi della Conoscenza Umana. Dovendoci rapportare con quella che sta diventando sempre di più una cyber generation (di cui anche noi Adulti facciamo parte) trovo importante che Docenti ed Alunni, usino gli stessi codici. Otto alunni su dieci, secondo un sondaggio che ho effettuato in classe, passano almeno 2 ore al giorno su internet di cui il 90% su social network quali Facebook. Perché non creare, anche con questo mezzo un canale di dialogo educativo?

Ecco solo alcuni punti, dalla modestia della Nostra assurda Supplentite. Speriamo speranzosi che dall’Altra parte, ci sia un’équipe di gente desiderosa sul serio di Cambiare le Cose, che si prenderà la briga di leggere le nostre infinite email per annotare, con dovizia, le varie proposte e riflettere su un Cambiamento Necessario. Uno Stato che non investe nel proprio sistema d'Istruzione, non investe nel proprio Futuro.

Fiduciosi di toccare con mano i risultati di questa “Consultazione"e stanchi di aspettare Godot.. Le Auguro, da parte mia e dai miei colleghi delle GAE

un Buon Lavoro.

Prof.ssa Isabella Iervolino

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