"L'insegnante" di Saverio Fanigliulo. Dedicato a tutti gli insegnanti

Dedicata a tutti gli insegnanti che, nel loro difficile e impegnativo lavoro a scuola, ci mettono l'anima, lo spirito, la mente e il cuore, ogni giorno, tutti i giorni,! L’insegnante, di Saverio FANIGLIULO Il nostro lavoro è quello che sa osservare, sa ascoltare, educare e formare cittadini proiettati nel futuro, etici, competenti. Il nostro mestiere non ammette distrazioni, superficialità e disinteresse, perché in ogni momento si è circondati da energia viva, sguardi attenti ai particolari, emozioni intense, singolarità diversificate e irripetibili, di un valore inestimabile. Il nostro sguardo profondamente umano cerca tutti gli alunni, nessuno escluso. Si posa sul quel ragazzo della terza fila, che richiama la nostra attenzione perché diverso dal solito, triste, estraneo. Sappiamo in cuor nostro che la nostra guerra sarà vinta solo quando avremo garantito a tutti fiducia nella vita e successo scolastico, in specie al più piccolo, al più fragile, all’ultimo dei nostri allievi. Non riusciamo a trovare un attimo per riposare la nostra testa, il pensiero dei nostri alunni, uno per uno, si è insinuato ormai nella nostra mente e insistentemente cerchiamo e cerchiamo nuovi metodi, nuove strategie, altri contenuti, nuovi materiali per coinvolgerli tutti, specialmente Cristian che spesso si assenta e a casa nessuno gli prepara la colazione e i vestiti caldi e stirati. Li aspettiamo ogni mattina con un sorriso che accoglie e dà serenità, ci sentiamo umilmente gratificati quando la nostra lezione è piaciuta, li ha coinvolti tutti, anche lui che l’altro giorno sembrava non esistere, con la testa poggiata sul banco. Qualcuno ci ha visti all’opera, si è accorto che con noi gli alunni stanno bene a scuola, vivono in pieno benessere sociale e culturale, allora anche loro si interrogano, cercano e cercano nuove strategie, metodi innovativi, contenuti e materiali più vicini ai ragazzi, si lasciano contaminare da questa comunità così operosa e accogliente ed essi stessi contaminano altri e si sentono più vivi, più motivati, e il nostro lavoro diventa così il più bello del mondo, anche se poveri.

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