Maestre e Maestri speciali...

Maestre e Maestri speciali

Maestre e Maestri speciali Maestre speciali, maestri speciali, per studenti tutti speciali, tutti uguali, tutti con BES.

di Umberto Tenuta

Dal 1975 è lotta continua nelle nostre scuole, lotta tra maestre normali e maestre speciali, tra studenti normali e studenti speciali, tra genitori speciali e genitori non speciali!

Oh, quante incomprensioni, quanti contrasti, in venticinque anni, io e la mia beneamata Lily abbiamo dovuto dirimere, tra maestre speciali e maestre normali, tra genitori speciali e genitori normali!

Perché?

Ma, ovvio, cosa contavano le leggi?

Le maestre speciali non erano state nominate per gli alunni speciali? E, allora, che di essi si occupassero loro, mica le maestre normali?

Ma le leggi non parlavano di inserimento, pardon, integrazione nelle classi normali, e non più classi speciali? E allora degli alunni speciali si occupassero anche le maestre normali!

Quale rebus!

Oh! Quanti dibattiti di illustri Pedagogisti che ancora gli alunni speciali all’università non li vedevano!

Ma, se, allora, quindi… come si fa a non capire?

E, voi genitori cosa volete?

Quante e quali quistioni! ……la quale e ‘l quale, a voler dir lo vero…

Ma, inventività degli Italiani, popolo di navigatori e di poeti, la soluzione è stata ben subito trovata: lo stanzino, pardon, l’aula laboratoriale!

Ovviamente, solo per gli alunni con BES!

L’alunno entra nell’aula per l’appello, ma subito ne esce e va nell’altra aula, quella laboratoriale, la quale, con le carenze edilizie odierne, spesso si riduce allo stanzino, non più aula!

L’alunno entra ed esce dall’aula, a suo piacimento, oddio, non proprio a suo piacimento, perché se dipendesse da lui, resterebbe nell’aula, ma a piacimento della maestra normale, la quale è molto preoccupata che in aula sarebbe discriminato, mentre, uscendo, è valorizzato.

Figurati! Un’aula, piccola sì, ma tutta per lui!

Capite che in una situazione del genere, qualche conflitto può pure nascere.

Quanto tempo dentro l’aula e quanto tempo nel laboratorio?

Quanti e quali interventi della maestra normale e quanti e quali interventi della maestra speciale?

E come si permette la maestra speciale di imbrattare con la sua firma la pagella del figlio del dottore?

E la pagella dell’alunno con BES la deve firmare anche la maestra normale? Mica lei ha seguito un bel corso biennale di specializzazione? Lei, la maestra normale, i soldi non li ha!

Oddio, laddove non ci sono monarchie assolute, contrasti ce ne sono sempre, mica siamo nell’agorà di Atene?

E, ancora, quante questioni sui fascicoli personali: per tutti gli studenti o solo per gli alunni con BES?

E il medico dell’ASL che fa, non è ancora intervenuto, verrà, solo per l’alunno con BES?

Certo, quarant’anni dovrebbero bastare per chiudere questa vicenda, che un merito certo lo ha, quello di aver consentito che a tutti figli di donna fosse riconosciuto il diritto costituzionale alla piena formazione della loro personalità.

Ma, attenzione, le leggi son ma chi pon mano ad elle?

Chi ne assicura il pieno adempimento? E come lo si assicura?

Quanti alunni per ogni classe con e senza BES? Quante maestre speciali e quante maestre non speciali, pardon, normali?

Oddio, finiamola una buona volta questa incresciosa situazione!

Finiamola in modo equo per tutte le parti in causa.

Non siamo forse giunti alla consapevolezza che tutti gli esseri umani sono unici, singolari, irripetibili nei sette miliardi di esseri umani che oggi popolano la terra?

Che bello! Siamo tutti unici, singolari, irripetibili, speciali, tutti con BES. Un mondo di donne e di uomini unici, irripetibili, singolari, speciali!

E quindi, anche i nostri figli, tutti figli di donna, unici e irripetibili, tutti speciali.

Conclusione, questa, alla quale ai nostri giorni è pervenuto il più accreditato discorso socio-psico-pedagogico: come le Cose dei bambini di Maria Montessori, una scuola speciale per tutti i giovani, tutti speciali, tutti con BES!

E allora che ci fanno le maestre normali e le maestre speciali? Ancora, ancora, ancora privilegi?

In una società democratica quale la nostra, per diritto costituzionale, tutti i cittadini e, quindi, tutte le Maestre sono uguali, irripetibili, uniche, singolari, speciali!

Una scuola del successo formativo, una scuola speciale per tutti gli studenti, tutti speciali!

Per tutti: dirigenti speciali, docenti speciali, aule speciali, tecnologie speciali, interventi speciali..!

Ma alla FIAT non è così, anche se in essa si opera su macchine, e non si opera su persone, come nella scuola?

Nella FIAT non sono forse specialisti coloro che si occupano della scocca, della sua verniciatura, della sua rifinitura, della sua pulitura? E non sono specialisti coloro che si occupano dei pistoni, delle valvole, dei carburatori, dei tubi di scappamento…?

Suvvia, ma vagliamo proprio paragonare gli esseri umani alle macchine?

Alle macchine assicuriamo trattamenti speciali. E agli esseri umani?

Ma che forse, o Maestra, non porti il tuo figlioletto dall’oculista quando ti dice che da lontano non ci vede bene, dal dentista quando il dentino di latte tarda a cadere, dall’ortopedico quando gli fa male il ginocchio?

Suvvia, anche a scuola, da domani, anzi da oggi, facciamo la stessa cosa.

Il dirigente scolastico, un po’ generico, come Marchionne, all’inizio dell’anno scolastico riunisce tutti gli operatori scolastici, pardon, tutte le donne e tutti gli uomini di scuola, a prescindere dai ruoli ascritti, e, sulla base delle loro provate competenze, li assegna: ogni operatore scolastico al posto giusto, nel momento giusto, con l’alunno giusto, come nel TEAM TEACHING!

E, gli studenti?

Anche gli studenti escono dalla notte hegeliana, nella quale tutte le vacche sono nere, ed a ciascuno viene riconosciuta la sua personalità unica, singolare, speciale, irripetibile nei sette miliardi di esseri umani che popolano la Terra.

Non più classi, non più scolaresche, non più la scansione annuale, non più le valutazioni trimestrali, annuali, finali!

Una scuola per tutti speciale, anche per i maestri, ciascuno valorizzato nelle sue competenze, nei suoi amori specifici, per la poesia, per la musica, per il canto, per il cielo stellato, il mare, per gli oceani…; per i Faraoni, Alessandro Magno, Cesare, Napoleone, Garibaldi; per Talete, Socrate, Platone, Kant; per Euclide, Pitagora, Leibniz, De Fermat…

Avremo una scuola tutta speciale, tutta eccellente, tutta gioiosa!

Gioia di apprendere, gioia di aiutare gli studenti, gioia di valorizzare tutte le maestre, gioia di cantare, gioia di suonare il flauto dolce, il violino…

CA’ ZOIOSA!

Casa, quindi, del successo formativo per tutti gli studenti, tutti speciali, tutte con BES!

I costi?

Non so se aumenteranno, nel momento in cui saranno valorizzate tutte le competenze che sono presenti nelle nostre scuole ma che quasi sempre restano sconosciute.

Care maestre, cari maestri, tutti speciali, scendiamo sulla nostra terra patria e rimbocchiamoci le maniche per trasformare tutte le nostre scuole nelle case della gioia di imparare secondo i propri BES!

Saremo felici tutti, Onorevole Ministra Carrozza, gli ispettori, i dirigenti scolastici, le care maestre, i cari maestri, le care mamme, i cari papà..

Ma saranno felici soprattutto tutte le studentesse e tutti gli studenti!

È questa, Onorevole Ministra Carrozza, la sua unica ragion di stare seduta sulla stessa poltrona di Giovanni Gentile!

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