Mario Barresi sui docenti di sostegno

un articolo di Mario Barresi sul sostegno, con un mio intervento("La Sicilia" 27 Novembre 2013). Il business dei docenti di sostegno «I precari? Bancomat per lo Stato» Mario Barresi Catania. Ci sono almeno due ragioni, perché questa degli insegnanti di sostegno sia una storia d'ingiustizie. E di soldi, molti soldi. Tutto sulla pelle più deboli: gli studenti disabili e le loro famiglie, costretti a invocare l'assistenza come se fosse una cortesia e non un diritto. Ma anche, perché sempre di deboli si tratta, migliaia di docenti precari. Che si trasformano in "bancomat". Disposti a spendere anche cifre esorbitanti (fino a qualche anno fa ai consorzi privati e oggi alle università pubbliche, ma la sostanza non cambia; anzi forse peggiora) pur di guadagnare qualche "bollino" in più nell'eterna raccolta dei punti per una cattedra o magari soltanto per una supplenza. E in Sicilia tutto ciò è moltiplicato all'ennesima potenza. Allora, le cose stanno così. C'è stato il via libera del ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ai corsi per formare 6.398 nuovi insegnanti di sostegno (1.285 per la scuola dell´infanzia, 1.826 per la primaria, 1.753 per la secondaria di primo grado e 1.534 per quella di secondo grado), a supporto degli alunni disabili nelle scuole. Sono corsi a numero chiuso e riservati ai soli laureati già in possesso del titolo di abilitazione. Cioè: i precari. All'ingresso c'è tre prove preselettive: un test preliminare, uno scritto e uno orale. Il risultato finale per i singoli candidati dipenderà dalla riuscita delle tre prove a cui si sommeranno i punteggi ottenuti nella graduatoria per titoli; fino a un massimo di 10 punti. Le prove sono bandite dalle singole università. E su questo aspetto l'Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) ha aperto almeno un paio di fronti di guerra. Il primo, «il business dei corsi di sostegno», è emblematico. «Per diventare insegnanti specializzati nel supporto degli alunni disabili - afferma il presidente Marcello Pacifico - le università incaricate dal Miur approfittano della loro autonomia: chiedono fino a 200 euro per partecipare alla sola prova preselettiva e quasi 3mila euro per frequentare i corsi formativi. Un giro di soldi da capogiro, a conti fatti, a spese di almeno 20mila candidati già abilitati che tenteranno di aggiudicarsi i 6.398 posti messi a concorso». In Sicilia sono tre le università abilitate: Messina (in tutto 100 posti), Palermo (200) e la Kore di Enna (160); a Catania non è prevista alcuna attività per l'anno accademico 2013/14. I costi sono alti anche nell'Isola, a giudicare dai due bandi già pubblicati: a Enna l'iscrizione al test preselettivo costa 200 euro (100 in più per ogni altra classe di concorso aggiuntivo) e in caso di ingresso il corso costa 3.700 euro; a Messina 151 euro per partecipare alle prove e 3.002 euro per frequentare. A Palermo non è ancora stato pubblicato il bando, per cui non si conoscono le tariffe. L'altro aspetto è quello relativo alle assunzioni programmate. «A proposito della distribuzione delle prossime 26.864 immissioni in ruolo sui posti di sostegno, nel triennio 2013-2015, approvate definitivamente attraverso il decreto Istruzione, l'Anief - ricorda Pacifico - ha effettuato uno studio analitico sulle distribuzioni regionali: da questo approfondimento, risulta che la Sicilia è stata privata di quasi 900 posti». Precisamente 881. Le conclusioni dello studio Anief: «Se si confronta l'organico di diritto e di fatto attivato nelle singole Regioni nel 2006/07 e nel 2013/14 si scopre che in questi sei anni non si è proceduto ad assumere in ruolo nel territorio regionale proporzionalmente ai criteri nazionali (aliquota 70%) fissati dal legislatore, per cui la situazione di partenza degli organici regionali appare squilibrata e falsata rispetto agli obiettivi di legge». Secondo l'ultimo report del Miur, in Italia il numero di alunni disabili (222.917, pari al 2,5% dei quasi 9 milioni di iscritti) è cresciuto, nell'ultimo anno scolastico, del 3,2%. In Sicilia, su 829.133 iscritti, gli "alunni H" sono il 2,6% (21.884). Nell'Isola ci sono due insegnanti (1,9 il dato effettivo) per ogni studente disabile, un dato in linea con la media nazionale. L'aspetto più doloroso è quello sociale. Con un risvolto innanzitutto occupazionale: «È di pochi giorni fa - ricorda Luca Cangemi, membro del comitato politico nazionale di Rifondazione comunista - la dichiarazione del ministro dell'Economia Saccomanni che individua negli insegnanti di sostegno un bersaglio privilegiato della spending review, quindi è comprensibile una forte preoccupazione per una futura disastrosa ondata di tagli». Ma il peso è anche sociale: «Già nell'anno scolastico in corso una serie di disposizioni ministeriali hanno drasticamente ridotto l'insegnamento di sostegno a moltissimi alunni in tutti gli ordini di scuola. Numerosi alunni con serie patologie hanno visto ridurre le ore di sostegno fino a quote insignificanti, anche quattro ore e mezzo la settimana, o addirittura si sono visti negare ogni supporto, gettando le famiglie nella disperazione». In alcuni casi «il ministero - ricorda l'espondente del Prc - è stato portato dalle famiglie degli alunni diversamente abili di fronte ai Tar (uno degli ultimi casi nazionali a Palermo, ndr) e condannato a reintegrare le ore di sostegno mancanti e persino a risarcire i danni, ma molti di più sono i casi in cui prevale la rassegnazione». Non a caso, «la vicenda dell'integrazione scolastica acquista il carattere di metafora di un paese che ha perso il senso dei diritti, della giustizia, della solidarietà e di un sistema dell'istruzione sfigurato dalle disastrose scelte di questi anni».

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