"Mi licenzio per amore della verità" - Intervista a Mara Paltrinieri. Che ne pensate?

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Mi licenzio per amore della verità Intervista a Mara Paltrinieri, insegnante al Liceo Classico “Muratori” di Modena di Mirko Roglia

Mara Paltrinieri è un’insegnante che conosce ancora il valore e la portata del termine “educazione”, che è una responsabilità e – per alcuni – una vocazione. Un’istituzione scolastica statale che ometta fondamentali verità storiche e sociali, che non porti a maturazione la coscienza critica dei ragazzi, che insomma non contempli la piena ed effettiva educazione dei suoi alunni, è un’istituzione monca, posticcia, fallita. Mara Paltrinieri, docente al Liceo Classico “Muratori” di Modena, dopo tanti anni di servizio in ruolo ha deciso di denunciare il sistema politico italiano con un atto forte che richiami l’attenzione pubblica su questi temi ed ha quindi interrotto il proprio rapporto professionale con lo Stato. Abbiamo voluto intervistarla.

Prof.ssa Paltrinieri, perché la scelta di licenziarsi? Per una serie di ragioni che ho ritenuto non più prorogabili. In primo luogo come donna e cristiana non accetto più di essere al servizio di uno Stato che è presente con i propri contingenti di guerra in altri Stati e che mantiene veri e propri campi di concentramento per migranti che non hanno commesso alcun reato. Non accetto di essere ingranaggio di un sistema educativo nazionale che propone ai ragazzi solo una rappresentazione della realtà ed esclude qualsiasi opzione critica.

Non le sembra così di abbandonare i suoi ragazzi? Vivo un conflitto certo, perché amo questo lavoro. Sono mossa però dal valore sovrano dell’educazione e credo che un’insegnante non debba svolgere il suo ruolo solo dietro alla cattedra. Mi piacerebbe che i ragazzi leggessero il mio gesto nel suo vero valore, non come un segno di frustrazione ma di libertà: non possiamo rimanere indifferenti di fronte a certe realtà, la scuola non può far finta che l’Italia non si macchi quotidianamente di crimini orrendi. Tutti dobbiamo prenderne coscienza e i nostri giovani in particolare.

Ma possibile che siano esauriti i bravi insegnanti? Le/i bravi insegnanti ci sono, ma il clima generale è quella dell’appiattimento, dello scollamento dalla realtà: si seguono meccanicamente i programmi ministeriali, che hanno progressivamente eliminato la possibilità di far discutere i ragazzi sui problemi più urgenti della contemporaneità, col risultato che molti di loro non sanno nulla di ciò che accade intorno a loro. Nelle scuole secondarie, a partire dalla sciagurata riforma Berlinguer, i Dirigenti hanno di fatto un potere assoluto: chi pone problemi dà fastidio, chi dice sempre di sì fa “carriera”. In questa situazione ricattatoria non c’è un vero confronto e, per sopravvivere, si sta alla messa in scena, ci si ritaglia una riserva indiana, ci si lamenta nei corridoi e ci si autocensura,

Come siamo finiti così? Le istituzioni non hanno reagito di fronte al bombardamento dei media, che si candidavano ad essere la nuova fonte educativa della gioventù, scalzando così famiglie e scuole; nel recente ventennio berlusconista, poi, sono state conniventi nella delegittimazione della scuola pubblica, nonostante le retoriche rituali. E non abbiamo ancora visto tutti i risultati.

Oltre a famiglie e scuole, anche la Chiesa cattolica… Non parliamone, sono molto delusa. Sono cristiana e vedere la Chiesa cattolica in disordine, in crisi, che si appoggia allo Stato avvallandone quindi le decisioni anche in campo bellico, francamente mi angustia. I veri credenti non vogliono la guerra, e nemmeno la maggioranza degli italiani.

Ma questi italiani perché non si fanno sentire? Lo hanno fatto! I recenti referendum sono stata una vittoria per l’Italia, che ha bocciato Berlusconi e al contempo non s’è neanche sognata di promuovere il Pd, poco dissimile dal Pdl e lo affermo anche pensando a Modena, alla sua giunta del Pd affarista e cementificatrice. È questa la sinistra?

Ne dubito. Lei adesso che farà? Assumo la responsabilità delle mie scelte, un po’ più leggera in banca forse, ma anche nel cuore. Per me è solo l’inizio di un agire politico oltre la crisi della democrazia rappresentativa. Mi piacerebbe giungere al punto in cui un insegnante italiano, che si trovi a commentare in classe la Costituzione della Repubblica, possa non sentirsi schizofrenico guardando al dato della realtà.

Apprendiamo dalla Dott.ssa Paltrinieri alcuni episodi significativi, accaduti dopo la comunicazione di licenziamento da parte dell’interessata alla dirigenza scolastica. Riteniamo utili esporli al dibattito dei lettori, segnalando fin d’ora che siamo pronti ad accogliere l’eventuale rettifica della Direzione Didattica del Liceo “Muratori” di Modena. Secondo la professoressa infatti: durante il Collegio Docenti la preside dell’istituto le ha impedito di esporre ai colleghi le ragioni della propria scelta; il Consiglio d’Istituto ha “censurato” un’assemblea, che è organismo e diritto degli studenti, durante la quale avrebbe dovuto essere proiettato un documentario di un giovane regista sulla cementificazione di Modena.

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