Ministri incapaci e ignoranti in materia scolastica

Leggendo quanto dichiarato dal ministro ci si rende conto ancora una volta che:

  • al ministero vengono nominate sempre persone che con la scuola c'entrano come io c'entro con la produzione di profumi e di colonie;
  • si ripetono ovvietà già superate dalla scuola da alcuni decenni;
  • si parla come se non esistessero i POF delle scuole che già indicano e propongono ciò che il ministro auspica;
  • si parla in generale e in modo approssimativo, facendo di tutte le erbe un fascio, dalla scuola elementare alla scuola superiore (come se i compiti di uno scolaro di 6 anni potessero essere equiparati a quelli di uno studente di 18 anni);
  • non si conoscono le esperienze e le competenze degli insegnanti che, ovviamente, sanno, in genere, fare il loro mestiere, così come gli altri lavoratori di ogni settore;
  • si crede di essere geniali facendo proposte come fossero nuove e moderne, mentre sono già vecchie (e, a volte, superate) nella pratica didattica quotidiana;
  • si ritengono gli insegnanti sempre incompetenti di tutto e bisognosi di suggerimenti da parte di chi, essendo al vertice di un ministero, ritiene per forza necessario dire qualcosa anche a sproposito;
  • si dimentica che gestire il ministero della Pubblica Istruzione dovrebbe anche significare fare qualcosa per la scuola e non solo sparare opinioni che, alla prova dei fatti, appaiono inconcludenti come le opinioni di un milanista e di un interista che discutono di calcio...

FINIAMOLA per favore!!!

Scuola, la svolta del ministro Profumo: «Meno compiti a casa, dare altri stimoli» - Il Messaggero

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