Non c'è niente di speciale di Elena Venturini

Elena Venturini ha condiviso la foto di Non c'è niente di speciale ad essere Normale. pensiero della mattina: le persone che dovrebbero occuparsi dello sviluppo sereno e consapevole delle nuove generazioni hanno un profondo e non riconosciuto disagio relazionale, che ha radici lontane, forse giustificate. In nome, però, dell'indipendenza e qualità della propria intelligenza,ognuno di noi avrebbe il dovere di riportare in superficie quanto di restrittivo o addirittura negativo, del proprio vissuto,abbia potuto influenzare il comportamento cieco o addirittura cinico di questi tempi. Recuperare la sensibilità, l'altruismo, il perdono, non sono un'assicurazione di un bel posto in paradiso, sono la certezza di recuperare la speranza di poter vivere in un mondo dove qualcuno si accorga che esiste qualcun altro fuori di sé, innescare un procedimento secondo il quale se io vedo l'altro, io divento l'altro, il mio IO si espande, diventa più visibile e in caso di bisogno, ho più possibilità di essere aiutato a mia volta. Domani io sarò il "debole" di cui dovranno occuparsi i "forti" che IO ho contribuito a formare e raccoglierò i frutti del mio lavoro. Chi si trova ad occuparsi più da vicino di queste problematiche è sistematicamente e inesorabilmente ostacolato da miriadi di leggi "contro personam" e da un "mobbing" politico e sociale che ha logorato e fatto già cadere troppe teste. La categoria insegnanti, in prima fila, che emette bollettini di guerra ogni giorno, combattendo contro le ottusità istituzionali e familiari, ultimamente si sta trovando di fronte ad un'altra falla da tappare: la demotivazione. Un cancro che miete vittime in silenzio, che si fa sentire solo quando è quasi in metastasi, che ci ha reso insensibili (nel significato proprio di NON essere più capaci di accorgersi) anche tra colleghi. L'esempio più lampante è l'aggressività del più forte, come legge della jungla che straborda, perché la stanchezza mentale è ormai al limite. Navighiamo in un mare di iceberg vaganti, ci sbattiamo contro e continuiamo a negarne l'esistenza, incolpandoci tra di noi di non avere la vista abbastanza forte. Gli insegnanti sono la categoria che ha la maggior responsabilità, noi siamo prima di tutto educatori, e se avvertiamo debolezza o, peggio, erosioni in corso, siamo come medici che per curare una malattia, tralasciano di controllare se possono essere loro i primi veicoli d'infezione. Il peggio che questa società poteva fare a se stessa, lo sta facendo. Ci sta rendendo infetti, incapaci di controllare e curare le nostre relazioni. Con patologie del genere TUTTA la nuova generazione è in pericolo, se non già condannata. Potrà bastare l'amore e la passione per i bambini a salvarci da questa pandemia??? Chiediamo aiuto con il penultimo filo di voce, l'ultimo sarà per chiedere scusa a tutti i bambini che hanno riposto in noi la loro infinita, sincera e innocente fiducia. In alternativa, affidiamoci ai dipendenti Conad.....

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