Pensieri ad alta voce di una maestra

Quello che segue è una specie di fuori onda, dove si catturano, senza permesso e senza preavviso, i pensieri ad alta voce di una maestra che, in mancanza di una scala, è salita in cattedra con 21 cartoncini in mano...

"Caro alfabetiere, scusa se ti ho trascurato ma questi giorni ero alle prese con le classiche riunioni d'inizio d'anno, dove si imparano tanti nuovi acronimi e ci si accapiglia per fare gli orari, dividersi le ore, scambiarsi le materie con qualche tentativo di moltiplicare pani e pesci per evitare indigesti spezzatini. Ma adesso, da brava maestra, ti sistemo su questa parete, così che ti si veda bene. Solo una cosa, se permetti. Scusandomi con l'ape, il bruco, l'imbuto ed altri essere animati o inanimati, vorrei immaginarmi un alfabeto personale, così per farmi un po' di coraggio per l'anno che sta per cominciare.

A... aspetto a metterla perché ci devo pensare

B come bellezza, perché faccio il mestiere più bello del mondo.

C come crescere, perché io posso dire che non smetto mai di crescere insieme a loro.

D come debole, perché il mio primo pensiero deve essere rivolto a chi ha di meno

E come emozione, e ricordarsi di non negarsene mai una

F come forte, perché devo resistere al disprezzo che circonda ciò che non produce denaro ma ricchezza.

G come grido, perché non sarebbe una scuola se ci fosse silenzio.

H per tutto quello che ti fa restare senza parole

I come indignazione, per dare almeno a loro, gli strumenti e la forza che serviranno per cambiare il mondo

L come lentezza, serve per godere del piacere di imparare: serve tempo per ridere, piangere e cercare di capire

M come merito, che è un dono da coltivare e da dividere con altri e che non c'entra con il potere

N come no, ogni tanto bisogna assumersi la responsabilità di dirlo

O come occhi spalancati quando li colpirò al cuore con un mio racconto

P come perdonami per non aver capito in tempo

Q come "quando c'è la ricreazione?", domanda fatta dopo cinque minuti dall'ingresso in aula

R come ricominciare tutto da capo quando pensavi di avere capito tutto

S come spread tanto per ricordarci che noi INVECE siamo vivi e lavoriamo con persone vere e giochiamo con persone vere, non scommettiamo in borsa sulle vite degli altri.

T come tradimento ogni volta che la competitività schiaccia la solidarietà

U come uno, che vale uno ed è unico e misterioso

V come valore, che non c'entra niente con il voto o analoghe classifiche

Z come zucchero, per ingoiare comunque l'amarezza e farsi coraggio.

Rimane da piazzare la A quindi.... siccome chi scrive è una maestra... e la scuola, come la Repubblica, è femmina, niente paura... si può anche dire amore... "

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