Qualche pensiero per il Ministro Carrozza

Ministra Carrozza... sta per caso cercando di superare in impopolarità la Gelmini? Se è così, le faccio i miei complimenti, perché sta riuscendo in una impresa non facile! Che ne direbbe se, a seguito di un "18" piazzato ad uno studente poco preparato, si stabilisse che lei, come rettore dell'Università frequentata dallo studente stesso, deve essere mandata "a ripetizione", riqualificata con un corso di aggiornamento punitivo e, magari, sottoposta a un'ispezione per stabilire se le sue pubblicazioni sono farina del suo sacco o se lei ha pagato, magari dei ghostwriters? Si sentirebbe o no irritata, umiliata e lesa nella sua dignità di studiosa e professionista? Direbbe o no che la relazione stabilita tra il livello di preparazione dello studente e le sue capacità di gestione dell'ateneo è ridicola e idiota? Si difenderebbe o no additando ai suoi "controllori" ottusi le altre variabili che possono e devono essere considerate nel ricostruire l'eziologia dell' "insuccesso formativo" dello studente? Consulterebbe o no un avvocato di fiducia per verificare la possibilità di rivalersi su chi ha postulato l'esigenza che lei fosse rispedita dietro i banchi? Chiamerebbe o no in causa le altre categorie di professionisti, denunciando che né i medici vengono mandati a ripetizione di anatomia quando uccidono i pazienti o li curano male, né gli avvocati vengono rimandati a sostenere gli esami di diritto penale quando perdono una causa? Glielo chiedo perché, magari, la sua costituzionalità organica e la sua forma mentis sono tanto distanti dalle mie da non comportare le reazioni che io trovo "normali" e i giudizi che a me sgorgano "naturaliter" (mi perdoni, io sono un'inutile docente di lettere classiche!) dall'animo esacerbato. E' paradossale: il ministero della Pubblica Istruzione si fida dell'esito di quiz predisposti da un ente estraneo ed esterno alla Scuola e ai suoi meccanismi, l'INVALSI, e non si fida delle competenze docimologiche di docenti che devono all'università italiana, che al ministero fa capo, la loro formazione! Ancora più paradossale è che il ministero si accanisca contro i docenti che si rifiutano di rincretinire i propri alunni con test che sono stati ripudiati e proscritti dagli stessi paesi anglofoni in cui sono stati sperimentati e da cui li abbiamo importati già "cadaveri", ovvero che infierisca su quelli che lavorano in condizioni estreme e che magari sono precari da anni. Gli ultimi governi hanno straparlato di efficientizzazione, di otttimizzazione delle risorse, di aziendalizzazione... Ma quale imprenditore, sapendo che un suo dipendente specializzato lavora, tanto per dire, con un computer obsoleto, lo manderebbe a imparare cose che già sa per poi rimetterlo nelle stesse condizioni di lavoro di prima, lagnandosi per la scarsa produttività, anziché comprargli un computer di ultima generazione per "implementare" le sue "prestazioni"? Il ministero, invece, spende 10 milioni di euro per umiliare ex post i suoi docenti anziché assumerli stabilmente, motivarli e supportarli con investimenti mirati! E' questo il suo "empowerment"? Sorge spontaneo, dunque, il dubbio che c'entri poco l'efficientizzazione, e molto la volontà politica di vessare e mortificare i docenti appassionati del loro mestiere, fino a indurli all'abbandono... Le dico, allora, che noi conosciamo un solo abbandono: quello alla gioia nel vedere i nostri alunni impadronirsi delle parole che servono a dissentire.

MARCELLA RAIOLA

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