Quesiti a chiusura di anno scolastico

a chiusura di anno scolastico molti nodi vengono al pettine: bambini che sono partiti benissimo ed hanno rallentato il ritmo per attendere coloro che avevano bisogno di tempi maggiori per acquisire e consolidare gli apprendimenti, bambini che hanno continuato ad evolversi e a crescere sotto ogni aspetto educativo-didattico ma solo grazie alla loro capacità di passare da un "impegno" all'altro sensa provare senso di smarrimento... bambini per i quali è stato suggerito un percorso di valutazione diagnostica che ha ottenuto come risultato il prendersela con l'inadeguatezza dell'insegnante... insomma, senza dilungarmi su banalità formulo le domande secondo me, e a me, necessarie per un positivo modo di affrontare quello che tra poco più di 2 mesi sarà un nuovo anno scolastico, tanto più che per molti si crea quella tanto attesa condizione di continuità scolastica, io stessa da una seconda passerò ad una terza con "forse" gli stessi bambini avuti in seconda.

vengo ai quesiti nel dettaglio:

si possono somministrare le prove di lettura MT senza il consenso del genitore, visto il ruolo che si demanda all'insegnante curriculare per tentare di rispondere ai bisogni educativi di ciascun alunno singolarmente preso, per avere un'oggettiva valutazione della lettura? (qui bisognerebbe parlare dell'uso commerciale che se ne sta facendo ultimamente). spesso, a prove tradizionali somministrate dalle insegnanti i bambini risultano normolettori, ma poi alla valutazione oggettiva ciò non si verifica. come fare quindi per dimostrare tale realtà, senza il rischio di essere passibili di denuncia da parte del genitore?si possono somministrare le prove di dettato MT, dalle quali 7 bambini su dieci non risultano a norma?si possono somministrare le prove di comprensione e di calcolo sempre MT?insomma, come uscire fuori dall'empasse con un taglio definitivo o quasi tra le classiche prove di valutazione in uso della scuola che tutto fanno fuorchè indagare quali possano essere i veri punti di debolezza di un alunno al fine di strutturare un efficace piano di intervento per il recupero delle difficoltà e una "OGGETTIVA" valutazione di capacità/competenze necessarie al fine di accompagnare gli studenti alla tanto auspicata competenza chiave "imparare ad imparare" per un apprendimento permanente?quando si leggono le indicazioni nazionali tutto sembra scorrere a meraviglia, cos'è che poi non arriva sulle pagine del quaderno dei bambini?quando si deve formulare un pdp per DSA o per BES non si debbono forse prendere in considerazione gli indicatori tratti dai su menzionati strumenti di valutazione?vorrei infine accennare alle prove invalsi senza rischiare di alzare un inutile polverone: ma nella quotidianità della scuola, circolano materiali e metodologie atte ad impostare attività inerenti le proposte invalsi? qualcosa circola ma solo a livello di valutazione e non così ben strutturata per potersi esercitare davvero su dette prove. perchè la maggior parte delle cose che si fanno nella scuola piuttosto che azioni di coesione provocano eccessivi scollamenti tra realtà vissuta e realtà rappresentata?in una scuola c'è un'insegnante che ha conseguito l'attestato di "referente per la dislessia" con la piattaforma MIUR-AID a gennaio ma in detta scuola la figura strumentale è un'insegnante di sostegno che non ha seguito la formazione di pari passo con l'evolversi deglla ricerca in merito ai disturbi specifici dell'apprendimento, nell'ultimo incontro per il GLI è venuto fuori che come risorse interne non si possono mettere figure come quella di referente miur-aid e non si può indicare chi ha conseguito il Master sui DSA perchè la referente è nominata dalla preside, mi chiedo e chiedo: ma la scuola su quali basi è "normata"? sembra sempre che qualcuno voglia togliere qualcosa a qualcun altro piuttosto che la ricerca di un arricchimento comune.a proposito di PAI: sono applicatrice del metodo Feuerstein per tutti e tre i livelli e come prima cosa chiedo informazioni in merito al progetto monitorato da parte del miur sull'applicazione di tale metodo in alcune scuole del Lazio, tramite internet non sono riuscita a trovare notizie sufficienti a conoscere il percorso e gli esiti di tale progetto. chiedo poi come fare per poter proporre come progetto, l'applicazione del Metodo, inserendolo nel PAI e come fare per farlo rientrare tra le ore curriculari di geometria e geografia, per esempio, al fine di somministrarlo almeno agli alunni della mia classe.so che quanto scritto può sembrare mero, banale sfogo di in'insegnante che ancora non ha capito come funzionano davvero le cose, ma che dire nella quotidianità quando sai che si potrebbe fare qualcosa che invece non è concesso fare a causa di una burocrazia forse troppo rigida?in due parole: per stilare un efficace piano di intervento è necessaria una funzionale valutazione dei processi di apprendimento e delle performances di competenza, ma sono dotati gli insegnanti di strumenti idonei a tal fine?quanto sopra è chiaramente dettato dalla necessità di fare chiarezza su ciò che si richiede davvero agli insegnanti attraverso la circolare di marzo e quant'altro in merito al processo di insegnamento/apprendimento alla luce della nuova normativa all'interno della scuola pubblica.in tutto questo i CTS che ruolo potrebbero/dovrebbero avere? o ne hanno già uno?

Rispondi in questo thread

Questo sito utilizza cookies e altre tecnologie di tracciamento per distinguere tra personal computer, impostazioni e scopi analitici/statistici personalizzati, customizzazione dei contenuti e ad serving. Il sito potrebbe contenere cookies di terze parti. Se vuoi continuare a navigare sul sito, le impostazioni attuali saranno mantenute, ma puoi cambiarle in ogni momento. Per maggiori informazioni: Privacy e polizia dei Cookie