REPUBBLICA Lo “sguardo all’istruzione” dell’Ocse: onore agli insegnanti italiani

REPUBBLICA Lo “sguardo all’istruzione” dell’Ocse: onore agli insegnanti italiani

Sono tra i meno pagati nei Paesi dell’Ocse, e più diventano anziani e più il gap con i colleghi stranieri aumenta. Sono i più anziani, perché “negli ultimi anni un numero relativamente limitato di giovani adulti è stato assunto nella professione d’insegnante”. Lavorano in una scuola dove da 15 anni non si spende un euro in più rispetto all’anno precedente, mentre nello stesso periodo i Paesi dell’Ocse hanno aumentato in media del 62% la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria. Sono gli insegnanti italiani.

In un panorama così sconfortante, non bisognerebbe stupirsi se la stragrande maggioranza gettasse la spugna e lavorasse il minimo indispensabile, “per lo stipendio”. Ma non sembra che sia così, a vedere dai dati della stessa Ocse, riportati nell’ultimo rapporto sulla scuola, “Education at glance”: “Gli esiti per gli studenti quindicenni nella valutazione PISA 2009 sono risultati stabili nelle competenze di lettura (rispetto al 2000) e sono migliorati significativamente in matematica (dal 2003) e in scienze (2006)”.

Che questo sia merito soprattutto dell’impegno degli insegnanti, che eroicamente tengono testa a tutti i tagli e soprattutto all’atteggiamento di completo disinteresse verso la scuola che si trasmette di governo in governo, non ha dubbi neanche il ricercatore che ha redatto la parte italiana del rapporto Ocse, Francesco Avvisati: “Grazie alla dedizione del personale della scuola, l’azione di contenimento della spesa non ha nuociuto alla qualità della preparazione degli studenti, che anzi ha mostrato segnali positivi di miglioramento nei test OCSE-PISA.

Fino a quando si potrà tendere la corda? Fino a quando l’azione di contenimento della spesa non diventerà azione di abbattimento dell’istruzione, senza che neanche il più volenteroso degli insegnanti riesca ad arginarla? Avvisati osserva che il ricambio generazionale, e quindi l’assunzione di insegnanti giovani, è importante, altrimenti la scuola rischia davvero di andare alla deriva, come sembra aver iniziato a fare l’università italiana, che perde sempre più appeal agli occhi degli studenti.

“Investire nella capacità della scuola e dell’università di accompagnare e guidare il cambiamento dell’economia e della società italiana deve essere una priorità per tutti. – conclude Avvisati – Infatti, se c’è una cosa che abbiamo imparato nella recente crisi mondiale, è che il salvataggio delle banche, lo stimolo fiscale e la leva monetaria non sono sufficienti a risollevare l’economia. Solo investendo nelle competenze delle persone e nella capacità dell’economia a valorizzare queste competenze si può uscire dall’alto da una situazione economica difficile”.

Tag: insegnanti, istruzione, Ocse, Pisa, tagli scuola Scritto in Cultura, scuola | 5 Commenti » http://amato.blogautore.repubblica.it/2013/06/27/lo-sguardo-allistruzione-dellocse-onore-agli-insegnanti-italiani/fbclid=IwAR2mEHRw9deWwu5dNReNlOAZOOGsxvHfkm3ZEMTUQUDUDLctB5sLbmw798E

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