Rispondo ai tanti commenti e messaggi da tutta Italia sul contributo alle scuole paritarie.

Rispondo ai tanti commenti e messaggi da tutta Italia sul contributo alle scuole paritarie, tralasciando quelli offensivi.Sulla base dei dati del Ministero dell’Economia e dell’Istat, riferiti all’anno scolastico 2008/2009, il sistema nazionale dell’istruzione pubblica ha accolto nella scuola dell’infanzia 1.651.713 bambini e nella scuola primaria 2.819.193 alunni. Di questi la scuola dell’infanzia statale ha accolto 978.302 bambini e la scuola primaria statale 2.571.627 alunni. La differenza, cioè 673.411 bambini e 247.566 alunni, hanno trovato accoglienza solo nella scuola dell’infanzia e primaria paritarie (gestita da comuni, parrocchie, enti no profit). Avete presente ad es. gli asili comunali dell’Emilia Romagna o quelli parrocchiali del Veneto? Ecco, sono queste le scuole cui va il contributo statale approvato in Commissione alla Camera.Se chiudessero queste scuole, lo Stato dovrebbe investire oltre 6 miliardi di euro per poter accogliere quasi un milione di bambini in più. Secondo voi è finanziariamente sostenibile? Le scuole paritarie erogano quindi a quasi un milione di bambini italiani delle prestazioni che, come ha ricordato la Corte Costituzionale nella sentenza n. 50 del 2008, “ineriscono a diritti fondamentali dei destinatari” in materia di istruzione, il che “impone che si garantisca continuità nell’erogazione delle risorse finanziarie”.Le famiglie di questi bambini pagano le tasse come le famiglie che possono accedere alla scuola statale, ma in più devono anche sostenere una retta che, senza il ripristino del contributo statale, il prossimo anno – sempre che le scuole non chiudano prima, licenziando migliaia di maestre ed ausiliari - come minimo raddoppierebbe.Da parlamentare non nominata, ma che conosce i problemi del territorio, difendo il diritto alla formazione di un milione di bambini. Io sto dalla parte dei bambini e delle famiglie più deboli che non si possono permettere di pagare una retta da ricchi. Non so se questo sia di sinistra, ma so che è giusto. E a me basta!

ps. Sono sindaco del comune di Roncade (il comune più popoloso della provincia di Treviso rimasto al centro sinistra, dopo la sconfitta del comune di Montebelluna alle ultime amministrative), eletto con oltre il 55% dei voti, in un comune dove il centro destra alle politiche raccoglie il 70%. Dal 2008 ho rinunciato all’indennità di sindaco, costituendo un fondo di circa 80 mila euro che ho messo a disposizione delle persone più disagiate.

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