Rivolta alle superiori: più di 30 in classe

Anna Maria Bruni

Bisogna trovarsi in un Consiglio comunale aperto, per esempio del IV Municipio di Roma, via Casilina estrema periferia, che affronta il problema del taglio devastante delle classi, per rendersi conto che un consigliere Pdl patentemente parla di tutt’altro dal problema posto. Il governo, le buone che ha fatto, si è vero ‘ci sono i problemi ma come ogni buon padre di famiglia sa non si può accontentare tutti’. Prove generali di campagna elettorale insomma. Che qui si vanno ad infrangere su una realtà fatta di persone reali, ed il linguaggio astratto del “Palazzo” diventa palesemente stridente con quello dei problemi veri, incarnati da genitori e insegnanti che sono, al 4 di luglio alle 7 di sera ancora tutti presenti dopo un’assemblea cominciata alle quattro del pomeriggio.

E tutti significa almeno 200 tra genitori e insegnanti, del liceo Kant che ospita l’appuntamento, come del Benedetto Croce, del Cavour, del Pasteur, ma anche di scuole medie come la Toniolo, che incentiva la mobilitazione di tutto il VI Municipio, Piero Castello per la Crispi, in rappresentanza del Coordinamento scuole elementari di Roma, e un’insegnante precaria del Coordinamento precari della scuola, reduce dall’ultimo fra le decine di sit-in davanti a Montecitorio, con sciopero della fame annesso, tanto per non farsi mancare nulla.

Un’assemblea voluta dal Coordinamento delle superiori di Roma per prendere in mano la situazione del taglio delle classi che sta ridimensionando iscrizioni e posti di lavoro mentre accorpa studenti superando anche i 30 di numero, contro la legislazione sulla sicurezza (626/1997) e contro la sentenza del Tar del Lazio che vieta le “classi pollaio”. Istanza accolta contro il MIUR in gennaio.

Ma l’illegalità come si sa si estende a macchia d’olio, e contamina anche l’ultimo dpef, che prevede un solo insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità, dopo che le ore di presenza sono state ridotte a 9, con il progetto – ha ricordato Castello, per le elementari – di sostituire i 90mila insegnanti di sostegno direttamente con i maestri/e, dopo un breve periodo di formazione.

Anche in questo caso è la civiltà giuridica a sostituire il vuoto politico: il tribunale ordinario di Milano ha già accertato “la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico” ordinando “la cessazione della condotta discriminatoria” e condannando “i convenuti, ciascuno per le rispettive competenze, a ripristinare, entro 30 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, per i figli dei ricorrenti il medesimo numero di ore di sostegno fornito loro nell’anno scolastico 2009/2010”.

Una sentenza che riporta in asse la giustizia, pur limitandosi ai casi denunciati. Ma la natura di un diritto generalizzabile deve essere garantita dalla politica a tutti, ed è per questo che l’assemblea è un coro unanime nel sostenere la necessità di non mollare, di continuare a lottare per non perdere la qualità della scuola. Preside, insegnanti, genitori, sono determinati a pretendere un numero di classi congruo (quattro nel caso del Kant), lo difesa dei posti degli insegnanti di ruolo e la stabilizzazione di precari e Ata, lo stesso numero di insegnanti di sostegno, la definizione degli organici in tempi certi e basata su scelte capaci di garantire la continuità didattica, anche questa in balia – ha ricordato Anna Angelucci, insegnante del Pasteur – dello tsunami che sta subendo la scuola pubblica statale.

Questo il motivo per cui insieme hanno chiesto, con successo nonostante l’iniziale “deviazione”, al consiglio Municipale di riunirsi in seduta aperta nella stessa aula magna dell’assemblea, per ascoltare le ragioni della scuola e farsene carico insieme nel prossimo incontro all’Usp e davanti al Miur.

Intanto domani ancora un sit in del coordinamento delle elementari davanti al Miur, che ha già spedito 5000 cartoline al Ministero per far sapere che non sarà un’estate a fermare la lotta, e che già al 1° settembre saranno davanti a tutte le scuole, mentre nei prossimi giorni sarà la volta del Coordinamento delle superiori. Come dire, anche la scuola non molla.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/07/articolo/4965/

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