Salviamo i ragazzi per salvare i futuri uomini

E’ da solo!L’altra sera mi sono soffermato a parlare con un gruppo di ragazzi in età dell’obbligo che abitano in un quartiere periferico della mia città, il più piccolo di quel gruppo aveva 10 anni, ma i suoi comportamenti, i suoi gesti e le sue parole, che erano scurrili, offensivi, trasgressivi, violenti, si accentuavano ancor più tra le risate che lo sostenevano e gli “incoraggiamenti” volgari dei compagni.Questi ultimi, che ridevano a crepapelle ad ogni sua battuta volgare, mi raccontavano di quel ragazzo che era stato abbandonato dai genitori, che viveva con i nonni materni ed era sempre per strada fino ad ora tarda; nella scuola primaria, che aveva frequentato saltuariamente, veniva sospeso frequentemente e veniva considerato un ragazzo difficile che “sconvolgeva” la vita sociale della comunità scolastica e il normale andamento delle lezioni.Avreste dovuto vederlo e sentirlo, molto probabilmente l’avreste considerato un grande maleducato, vi sareste subito allontanati chiudendovi gli occhi e tappandovi le orecchie, pensando che altri si sarebbero presi cura di lui, intervenendo con maggiore competenza. Saranno la scuola, i servizi sociali, sempre gli altri che non siamo noi!Quel ragazzo, cresciuto nell’indifferenza e distanza di tutti, ben presto diverrà un uomo senza alcuna formazione e competenza di cittadinanza e potrà richiedere da adulto, alla società intera, “un risarcimento” congruo, reclamando per sé uno spazio vitale nella illegalità e nella violenza.Sopraggiungerà ben presto “la morte” umana e civile di un uomo che forse tutti insieme, esprimendo in tempo vicinanza, sensibilità e comprensione, avremmo potuto evitare.Questa notte ho sognato di passare per una zona periferica della mia Città e di un bambino che giocava da solo su un balcone di un palazzo di quel quartiere e si arrampicava per scavalcarlo ma, nonostante il timore che potesse cadere, io sono passato oltre.Dopo aver percorso un breve tratto di strada, ho visto con i miei occhi che quel bambino precipitava nel vuoto schiantandosi al suolo.Istintivamente avrei voluto soccorrerlo, ma la ragione pratica mi diceva di attendere affinchè fossero altri i primi soccorritori.Fossi intervenuto con sollecitudine forse avrei potuto salvarlo, avrei potuto praticargli una prima respirazione di soccorso che pure conoscevo, invece nessuno è intervenuto e i “ritardi” hanno comportato il decesso di quel bambino.Questo sogno è stato facile interpretarlo, capirne il significato e il senso!

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