Test scolastici negli USA e finanziamenti

Carissimi colleghi, a onor del vero, sento il dovere di condividere con voi quanto segnalatomi dalla mia amica Antonella, docente italiana di pianoforte in America, appena letto il mio post sui TEST negli USA. A quanto pare non c'è nulla di vero nell'articolo pubblicato sulle pagine di "Repubblica"...anzi...c'è un utilizzo ancor più massiccio di TEST per selezionare scuole, docenti, alunni, si fa per dire, "meritevoli". Addirittura, mi diceva, che solo gli istituti che totalizzano punteggi alti nelle prove - tipo "INVALSI" - ricevono finanziamenti pubblici. Pare abbiano chiuso diversi scuole. Che dire? W internet e...poveri noi! Faremo la stessa fine se non ci opponiamo con forza alle decisioni scellerate di chi ci governa! Ci vuole compattezza e spirito di corpo come avviene in settori come i trasporti...e...non solo! il 90 % dei bancari, venerdì scorso, per es. ha scioperato. Sono queste le categorie da emulare. Solo compatti si raggiungono risultati straordinari.

Vi riporto quanto condiviso sulla mia bacheca da Antonella.

"Riflessione sui test standard di una mamma italiana in USA" Pochi giorni fa, mentre in Italia si dibatteva sulla valutazione dei docenti in base ai risultati dei test INVALSI, ho ricevuto a casa qui negli USA i risultati dei test che i miei figli hanno sostenuto lo scorso Aprile, cosicome fanno tutti i bambini Americani in quel periodo di tempo. Piu che i risultati del test dei miei figli, ai quali non do molta importanza per tutta una serie inelencabile di motivi, ho letto con molto interesse la lettera del New York State Education Department (una sorta di Ministero dell’Istruzione a livello statale made in USA) che accompagnava i suddetti risultati. La lettera cominciava con l’informare I genitori del fatto che quest’anno la maggior parte degli studenti di questo Stato, lo Stato di New York, ha avuto problemi a raggiungere un punteggio sufficiente nei test. E in effetti non solo la maggior parte degli allievi quest’anno ha avuto difficolta, ma in molte scuole nessun allievo e stato in grado di raggiungere un punteggio minimo di sufficienza. E infatti sempre la suddetta lettera specificava anche questo: gli student quest’anno hanno fallito nei test, perchele nostre aspettative riguardo gli obiettivi da raggiungere quest’anno sono cambiate. Bene… un Dipartimento di Stato cambia di punto in bianco le proprie aspettative e prima ancora di cominciare a cercare di capire se le aspettative sono realistiche o meno rispetto alla popolazione scolastica del proprio Paese, decide semplicemente di far fallire il test ai bambini perche ora invece di dover fare un tot di operazioni in 45 minuti ne dovranno fare in doppio nello stesso tempo. Sono queste le aspettative? Negli Stati Uniti, dove questi test si svolgono ormai regolarmente da molti anni, sono solo gli studenti e gli insegnanti ad essere da sempre penalizzati. Posso attestare il fatto che troppa enfasi è posta su questi test: l’anno scolastico va da settembre ad aprile, mese in cui si svolgono I test. Dopo I test si svolgono attivitadi, per cosi dire, svago. Tutto l’aspetto curriculare delle lezioni eincentrato su lingua inglese e matematica, non in funzione degli allievi, ma come allenamento ai tanto temuti test. I bambini possono allenarsi ai test usando diversi software o programmi online, con codici che la scuola mette a disposizione. In base ai risultati dei test, le scuole ricevono finanziamenti pubblici che vengono elargiti in proporzione rispetto al successo/insuccesso degli allievi. Gli insegnanti vengono giudicati in base ai punteggi dei propri allievi. Alcune scuole tristemente chiudono (come se poi fosse un edificio scolastico ad insegnare ai bambini). Ovviamente attraverso questi test si puo vedere se ci sia un problema quando si tratta di competenze in matematica e inglese rispetto ad un livello standard, però forse se gli insegnanti non spendessero mesi ad allenare i propri allievi alle prove finali, il loro curriculum potrebbe essere piuinteressante e coinvolgente e gli studenti sarebbero più interessati alle materie. Mi chiedo quale sia il compito della scuola e degli insegnanti oggi, qui negli Stati Uniti del XXI secolo. E mai servito davvero a qualcuno, in un’epoca dove basta digitare su una tastiera per trovare risposte ad una domanda, fare 100 operazioni al minuto? Io pensavo sinceramente, da insegnante figlia di insegnanti oltre che da mamma, che il compito della scuola e dei singoli insegnanti fosse quello di portare un bambino da un punto A di partenza, diverso per ogni bambino, ad un punto B, di fornirgli gli strumenti per essere competente e creativo allo stesso tempo, per capire la societae il mondo in cui vive, per dargli la possibilita di rendere la sua vita e quella delle persone intorno a semigliore. Di arricchirlo. Di portare ogni singolo bambino non ad un livello standard, ma ad eccellere nel proprio essere unico come individuo, arricchimento per la societa. Se il punto A di partenza edifferente per ogni bambino, come si puo pensare che tutti i bambini ad un certo punto abbiano raggiunto contemporaneamente lo stesso obiettivo nello stesso modo? La lettera continua dicendomi che questi cambiamenti nel curriculum e nei test permetteranno ai miei figli di andare al College e avere piupossibilita di carriera perche“Il Curriculum” (Common Core State Standards) insegnera ai miei figli ad eccellere nel mondo Universitario del XXI secolo. Mi chiedo che tipo di Universitasara mai questa. Forse molto diversa da quella che frequent io oggi per il mio Dottorato di ricerca, dove erichiesta creativita ed entusiamo, piuche “nozioni”. Sara un’Universitapopolata da studenti cinesi e coreani, l’unica fascia di popolazione che e riuscita ad ottenere una percentuale alta di successi in questi test. Non ci saranno “Latin-American” e “Black”. I “White” saranno rappresentati, ma in percentuale minore rispetto agli asiatici. Ebbene si: questi sono I risultati negli Stati Uniti. I risultati di questi test a quanto pare dipendono anche dal colore della pelle e dal background famigliare. Ma allora mi chiedo: non e“Il Curriculum” a dover insegnare? Significa che questo Signor Curriculum e razzista? Ha le sue preferenze in base al colore della pelle? O piuttosto questi standard non sono adatti a tutta la popolazione studentesca, e quindi non possono neanche essere chiamati standard? Il compito di un insegnante estato da sempre quello di partire dall’ambiente del bambino per guidarlo fuori. Inutile usare per un bambino che cresce in un sobborgo la stessa terminologia e lo stesso tipo di linguaggio che si usa in una famiglia benestante di un quartiere bene, dove i bambini frequentano corsi ancora prima di nascere. Negli Stati Uniti le differenze tra la popolazione possono essere enormi. Mentre i bambini cinesi sono molto competitivi e a casa si allenano per I test, magari I sudamericani non danno molta importanza a far fare ai propri figli 100 operazioni in 2 minuti, ma insegnano altri valori in famiglia. E questo che vedo nei risultati dei test, oggi. In molte scuole della mia zona vorrebbero abolire I programmi di musica ed arte, di educazione fisica. Tutta roba inutile. Per superare I test e far avere fondi alla scuola bisogna insistere su inglese e matematica. Personalmente la ritengo una soluzione assurda. Una vita senza la bellezza dell’arte e dello sport euna vita triste. Mi chiedo a questo punto quali e quanti interessi economici ci siano dietro questo teatrino dei test standard che ormai e in voga in tutto il mondo. Il future del mondo non ela globalizzazione, quella ormai c’e: il futuro enell’individualizzazione e nella differenza. Perche rendere tutti uguali? Negli Stati Uniti questi test si fanno ormai da molti anni. Il risultato tra quelli student che oggi sono all’Universitae una cultura da “test per la patente”. Sanno rispondere a domande a risposta multipla (se si allenano, naturalmente), calcolare velocemente e fare test scritti. Il gusto per l’arte, la poesia e la musica sta sparendo. Non sanno proporre un discorso di senso compiuto: la cultura del test non li ha abituati a riflettere, ma a pensare velocemente ad una soluzione qualsiasi possibile che sia soddisfacente agli occhi di chi ascolta. Non sanno scrivere: la cultura del test abitua a commentare, rispondere a domande. Ma non abitua a scrivere. Non sanno cogliere gli aspetti salienti di un discorso, di un argomento. La differenza tra le generazioni pre e post-test eabissale. La cultura standard non ti eleva, ti rende mediocre perche ci si allena ad esserlo. Mi chiedo percheanche in Italia ci si voglia adeguare a questo disastro educativo. In fondo contando quanti italiani proveniente dal vecchio sistema scolastico italiano diventano professori Universitari e ricercatori in tutto il mondo, molti spesso e volentieri in prestigiose Universita, non penso che il nostro sistema educativo (sistema che rispettava il bambino e le sue esigenze) fosse sbagliato. Invece di reinventare la ruota, perché non guardare, per esempio, alla Finlandia. Piuttosto che arrancare lungo il sentiero desolante dell'acquisizione di una base comune di nozioni, la Finlandia permette la creatività in classe. Se qualcosa va cambiato, quel qualcosa non riguarda sicuramente l’aspetto educativo e curriculare (il curriculum si puoaggiornare, sfoltire… non va cambiato). Forse la priorita nelle scuole italiane andrebbe data agli aspetti logistici, alle strutture, ai riscaldamenti, alle biblioteche e a tutti quegli altri aspetti che potrebbero rendere il processo di apprendimento piu` piacevole e privo di intoppi.

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