Un errore nella loro correzione ha riacceso il dibattito sulla validità delle prove Invalsi

L'errore nella griglia di correzione delle prove Invalsi dell'esame di licenza media ha riacceso il dibattito sulla validità di un tale sistema di valutazione.

Il Cidi, nel sottolineare come l’approssimazione e la sciatteria nella gestione dell'istruzione da parte dell'attuale governo siano arrivate a livelli non più tollerabili, ribadisce di essere a fianco di tutte le associazioni professionali e sindacali, collegi di scuole e singoli docenti che si interrogano seriamente su quale debba essere il ruolo della valutazione nel processo d'apprendimento e nel miglioramento del sistema d'istruzione.

Si è voluto far credere che tutto il mondo della scuola fosse in agitazione per sottrarsi a ogni tipo di valutazione, senza tenere conto che da anni le prove Invalsi e Ocse-Pisa si svolgono regolarmente nelle scuole senza aver suscitato nessuna particolare protesta. Quella che invece non è più tollerata è l'invadenza del livello nazionale - caratterizzato da un'analisi statistica su ordini di grandezza macroscopici - su quel piano della valutazione riservato alle relazioni educative e didattiche, e al patto formativo che viene stipulato tra i soggetti realmente coinvolti, docenti e studenti in primo luogo. L'errore nella griglia per la correzione della terza prova d'esame è il sintomo più clamoroso ed emblematico dello stato confusionale in cui si dibatte il Ministero.

E come se non bastasse, imperturbabile, il ministro ha addirittura avanzato l’ipotesi dell’introduzione delle medesime prove per l’esame di maturità.

Al centro torna invece la questione della responsabilità della valutazione di un ciclo di studi che dura ben otto anni, che a nostro parere non può che essere affidata ai docenti che hanno accompagnato gli alunni lungo quel percorso. Autonomia scolastica significa responsabilità. Una responsabilità che risulta azzoppata con l'introduzione della terza prova curata dall'Invalsi.

Riteniamo che una prova nazionale che influenza in modo determinante il voto finale del singolo alunno ed estromette i suoi docenti dalla valutazione (attribuire un punteggio è cosa diversa dal valutare) sia un passo grave fatto in una direzione che confonde i diversi livelli della valutazione, con danni gravissimi per l’intero sistema.

È necessario separare la valutazione del sistema scuola da quella degli allievi in sede di esame finale, senza sovrapporre e confondere i due piani, in quanto estremamente diversi.

Riteniamo quindi indispensabile l'eliminazione più rapida possibile della terza prova Invalsi dall'esame di licenza media e intendiamo riaprire una discussione ampia, che coinvolga tutta la scuola ma non solo, sulle conseguenze dell’introduzione della valutazione in decimi nella scuola di base.

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